Contro l'Alzheimer una raffica di ultrasuoni

18 marzo 2015, Marta Moriconi
Contro l'Alzheimer una raffica di ultrasuoni
Funziona per ripristinare la memoria quindi contro l'Alzheimer una terapia ad ultrasuoni può servire.

Sono stati i ricercatori dell'Università del Queensland, in Australia a riuscire a distruggere il 75% delle placche amiloidi che compromettono la funzionalità dei neuroni in questo modo. 

Gli ultrasuoni sono focalizzati e riescono a ripulire il cervello dei pazienti affetti dalla malattia che fa dimenticare ai pazienti anche i membri della loro famiglia. 

Per ora da cavie hanno fatto i topi (a loro sono state niettate delle speciali bolle contenenti gas e rivestite di grasso che vengono attivate dagli usltrasuoni) con ottimi risultati perché i depositi che si accumulano nell'encefalo compromettendo la funzionalità dei neuroni sono stati spazzati via come se le placche amiloidi fossero tartaro alla prova di uno spazzolino. 

Merito anche delle cellule immunitarie, attivate e stimolate dette della microglia, che eliminano questi depositi senza l'utilizzo di farmaci neurolettici che complicavano la salute cardiovascolare.

Ora non manca che passare alla sperimentazione sui pazienti non senza studiare prima studiare la terapia calibrata per ogni paziente. Il problema è rappresentato dalle dimensioni del cervello umano e dal suo spessore che cambia di persona in persona. 

Entusiasti gli autori dello studio, Gerhard Leinenga e Jürgen Götz: "La nuova tecnica può dimostrarsi molto efficace soprattutto se applicata negli stadi iniziali dell’Alzheimer, quando le placche non hanno danneggiato irrimediabilmente le sinapsi e quindi il recupero della memoria è ancora parzialmente reversibile".

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