Vatileaks 2, il punto sul processo: prossime mosse e il mistero del viaggio a Dubai

18 marzo 2016 ore 10:17, Americo Mascarucci
Slitta il processo Vatileaks 2, quello sui "corvi del Vaticano", che secondo le accuse degli inquirenti avrebbero divulgato i documenti riservati della Santa Sede finiti in mano ai giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi e da cui sarebbero scaturiti due nuovi libri sui "misteri vaticani".
L'udienza è stata rinviata al 6 aprile. Lo ha confermato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Ad annunciare per primo il rinvio era stato, via twitter, uno degli indagati, il giornalista Nuzzi.
    Lombardi ha spiegato che la decisione è stata presa su richiesta dell'avvocato di Francesca Immacolata Chaouqui (che è in stato di gravidanza), che ha presentato una documentazione medica, in seguito ad una visita ospedaliera, dalla quale risulta che è stato prescritto alla donna un periodo di riposo a letto di venti giorni.
Intanto però intorno all'inchiesta vera e propria, quella cioè su cui verte il processo, emergerebbero elementi nuovi che però non troverebbero almeno fino ad ora discussione nel dibattimento processuale in corso. 

Vatileaks 2, il punto sul processo: prossime mosse e il mistero del viaggio a Dubai
Repubblica rivela di un misterioso viaggio a Dubai  di monsignor Lucio Vallejo Balda, segretario della Prefettura vaticana degli Affari economici, insieme con Giuseppe De Donno, l’ex colonnello dei carabinieri del Ros, finito nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. 
Monsignor Vallejo è imputato di associazione a delinquere e diffusione di documenti riservati della Santa Sede, nell'ambito del processo rinviato al 6 aprile. 
Secondo Repubblica proprio a Dubai il monsignore indagato avrebbe consegnato una cartella clinica ad un agente segreto cinese spacciandola per quella di Papa Francesco.  Una cartella clinica falsa, o meglio sempre secondo quanto riferisce Repubblica, autentica ma non appartenente al Papa bensì alla madre di Vallejo.  
La scoperta l'avrebbero fatta i Gendarmi vaticani durante una perquisizione nell'abitazione di Vallejo nell'ambito della quale sarebbe stato recuperato un file dell'elettrocardiogramma e delle analisi del sangue della madre 82enne del monsignore, su cui sarebbe stata modificata l'intestazione: al posto del nome della signora, quello di Jorge Mario Bergoglio. 
"Siamo andati a Dubai insieme per tre giorni, mi pare a cavallo tra il dicembre 2014 e il gennaio 2015", conferma a Repubblica Giuseppe De Donno, che dopo essere uscito dall'Arma (ha fatto parte anche dei servizi segreti) è diventato amministratore delegato della "G-Risk", un'agenzia di security e intelligence con sede a Roma. 
Ufficialmente il viaggio a Dubai sarebbe stato legato ai Messaggeri della Pace, un'associazione benefica.  Ma se quanto riferisce Repubblica è vero come mai nel processo in corso non si indagherebbe anche su questo? 
"È vergognoso che la Santa Sede abbia portato a processo due giornalisti basandosi esclusivamente sulle dichiarazioni di un soggetto capace di tutto - dichiara Emiliano Fittipaldi a Repubblica -  Lo hanno utilizzato per denigrarci, nonostante conoscessero i suoi tentativi di contatto con i servizi esteri".
Ma come detto è tutto da dimostrare e fra servizi segreti e corvi vari non sarebbe nemmeno da escludere che possa trattarsi di accuse "costruite a tavolino". 

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