Siria, i curdi autonomi ma c'è il no di Damasco e Ankara. Venti di guerra?

18 marzo 2016 ore 11:01, Lucia Bigozzi
L’annuncio corre su Twitter: ore 14.40 i curdi del Nord della Siria hanno proclamato una federazione autonoma dal governo di Damasco. La notizia la dà al mondo la tv Al Jazeera, dando conto dell’accordo raggiunto a Kobane tra responsabili curdi, che “stanno discutendo il documento finale”. Secondo le prime informazioni, la federazione dovrebbe essere formata dai 3 cantoni Al Jazira, Kobane e Afrin, attualmente controllate dalle milizie curde impegnate nella lotta all’Isis con il supporto degli Usa. Ma la scelta definita “unilaterale” assunta a Kobane, non è piaciuta alla Turchia e alla Siria. E’ Idris Nassan (come riporta Il Fatto Quotidiano), responsabile per le relazioni internazionali del cantone di Kobane per il Pyd, il principale partito curdo del nord della Siria a dire ai microfoni della tv panaraba che c’è l’esigenza di creare un sistema federale in Siria che darebbe “garanzie di democrazia”; non solo ma ha aggiunto che secondo i piani le aree che compongono la federazione “verranno nominate ‘Federazione del nord della Siria’ e saranno rappresentative dei gruppi etnici che vi abitano”. L’agenzia di stampa Hawar registra che circa 200 esponenti delle varie etnie e gruppi religiosi si sono riuniti a Rmelan, nella provincia siriana di Hassakeh, per ragionare su una convenzione sulla “federazione democratica”. 

Siria, i curdi autonomi ma c'è il no di Damasco e Ankara. Venti di guerra?
L’accelerazione, ha incontrato la netta opposizione della Siria e Turchia, al punto che Bashar Jàafari, l’ambasciatore che durante i colloqui di Ginevra ha guidato la delegazione del governo di Assad, ha affermato: “Quello di cui stiamo parlando qui è come salvaguardare l’unità della Siria” ed ha aggiunto che “scommettere sulla creazione di divisioni sarebbe un fallimento totale”. Il punto, ha ricordato l’ambasciatore è che “i curdi siriani sono una componente importante del popolo siriano”; ragion per cui si comprende bene come un meccanismo federativo non è ben visto. Ma se Damasco è contraria, a dire uno forse più netto e assoluto è la Turchia, con Ankara che “sostiene l’unità nazionale della Siria e non considera valida alcuna iniziativa federale unilaterale”, ha ribadito un esponente del ministero degli Esteri, come riferito dalla tv araba al Arabiya. Dove porterà questo nuovo braccio di ferro?
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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