Caos centrodestra, fronda nordista nella Lega? Bossi e Maroni ci provano

18 marzo 2016 ore 11:01, Americo Mascarucci
Si sta formando una minoranza nordista all'interno della Lega Nord? Una fronda anti-Salvini? 
Se due indizi fanno una prova allora forse la notizia è molto più che un’indiscrezione.
Nelle ultime ore forti critiche al leader del Carroccio sono giunte da due pezzi da novanta del movimento. L’ex leader storico Umberto Bossi e il Governatore della Lombardia Roberto Maroni. In pratica i fondatori del partito. Ai quali non è affatto piaciuta la decisione di Salvini di rompere a Roma con Forza Italia aprendo una crisi nei rapporti fra le Lega e Berlusconi. 
Anche perché al Nord Forza Italia e Lega sono al governo insieme in diverse realtà locali ad iniziare dalla Regione Lombardia per finire con il Veneto e la Liguria.
"Se fossi residente a Roma, voterei Bertolaso - ha attaccato Umberto Bossi facendo chiaramente intendere come Salvini stia sbagliando completamente strategia politica - lo conosco e so che è uno bravo e capace (Bertolaso ovviamente ndr). Bisogna mantenere la parola data" – aggiunge ancora Bossi il quale non ci sta a veder buttata al macero l’alleanza con l’ex Cavaliere. 
"In politica mantenere la parola data è una delle cose fondamentali se vuoi che ti rispettino"
"Salvini - aggiunge - ancora si comporta da ragazzo, con la fidanzata, ha voglia di vivere in modo giovanile".

Caos centrodestra, fronda nordista nella Lega? Bossi e Maroni ci provano
Ma anche Roberto Maroni sembra essere dello stesso avviso ."A suo tempo ero convinto che si dovesse lasciare la scelta del candidato a Silvio Berlusconi: a Roma Forza Italia è il partito maggiore del centrodestra, e dunque Berlusconi si assuma la responsabilità di decidere lui – ha detto il Governatore della Lombardia - Però, questo andava fatto prima. La battaglia per la leadership del centrodestra non si vince facendo la guerra all'alleato, ma con progetti e proposte. Questa è una crisi romana, non nazionale. Io ancora spero si possa trovare una soluzione".
Maroni ovviamente teme che possano esserci ripercussioni anche a Milano dove si voterà per il Comune a giugno e a catena anche al Pirellone.
E non è l’unico a pensarla così. Sul territorio del Nord non sono pochi gli amministratori che si starebbero mostrando insoddisfatti per il muro contro muro alzato da Salvini nei confronti di Berlusconi e temono di vedere a rischio anche le alleanze locali. 
Al momento il malessere sembra contenuto ma non è escluso che possa presto tramutarsi in una vera e propria fronda contro il leader. E stavolta non si tratterebbe più soltanto di fare i conti con il malcontento quasi isolato di Flavio Tosi ma con quello dei "padri fondatori"del Carroccio. 
Ma Salvini guardando a quanto avvenuto negli altri stati europei è sempre più convinto che il consenso arrivi incentivando le posizioni lepeniste, anche se questo costerà la perdita dell'alleanza con gli azzurri. 

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