Exomars alla conquista di Marte: la chiave è l'Ematite?

18 marzo 2016 ore 12:08, Americo Mascarucci
La partenza della prima fase della missione ExoMars è avvenuta il 14 marzo da Baikonur, in Kazakistan.
La missione ha un costo complessivo di 1,3 miliardi, l'Italia ne sarà protagonista indiscutibile. 
La questione scientifica al centro della missione europea frutto della sinergia fra l'ESA e l'Agenzia spaziale russa Roscosmos, è dimostrare che c’è vita su Marte, a partire dalle presenza di metano nell'atmosfera marziana. E questo avverrà grazie alla tecnologia all'avanguardia fornita soprattutto dalle imprese specializzate italiane.
La teoria che su Marte ci possano essere condizioni adatte allo sviluppo della vita è nata attraverso le osservazioni compiute con i telescopi che hanno permesso di verificare che il pianeta presenta interessanti somiglianze con la Terra.
Ma l'elemento da cui prende ogni forma di vita è l'acqua e infatti alcune missioni precedenti si sono indirizzate alla ricerca di questo prezioso elemento: la NASA ha compiuto già diverse missioni su Marte e con quella denominata Mars Exploration sono state rinvenute tracce di ematite, un minerale che si forma proprio con l'acqua.
Secondo uno studio della National Academy of Sciences e della European Foundation in base agli elementi a disposizione attualmente gli umani non sono ancora pronti per intraprendere questo tipo di missione.
Uno dei pericoli maggiori che potrebbe compromettere la ricerca è proprio la contaminazione da parte dei resistenti batteri terrestri dei microrganismi degli altri pianeti. Le Nazioni Unite vietano la "contaminazione pericolosa" di altri mondi così come la Cospar (Committee on Space Research) stabilisce delle regole per la protezione dei pianeti per tutti gli Stati che compiono missioni nello spazio. 

Exomars alla conquista di Marte: la chiave è l'Ematite?
Dopo il lancio del razzo effettuato lunedì senza particolari problemi è stato captato sulla terra il segnale della sonda a conferma che tutto sta procedendo regolarmente: la sonda si è staccata dal razzo e si sono aperti i pannelli solari.
L’unicità di Exomars è rappresentata dal fatto che il piccolo Rover che arriverà su Marte nel 2018, secondo momento chiave della missione, sarà in grado di trivellare il suolo marziano fino a due metri, raccogliere e analizzare campioni. 
"In volo oltre 4mila chili di tecnologia e scienza", come ha ricordato il responsabile dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, lanciato in orbita dal razzo russo Proton. 
Il veicolo in viaggio verso il Pianeta Rosso è composto dal modulo orbitante TGO, il Trace Gas Orbiter integrato negli stabilimenti Thales di Cannes, e dal modulo di discesa EDM, il dimostratore costruito nelle camere "pulite" di Thales Alenia Space Torino, che porta la capsula "Schiaparelli", per ricordare l’astronomo piemontese che fece osservazioni accurate della superficie di Marte. Quest'ultima in particolare analizzerà venti e polveri presenti sul pianeta

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