Primarie Pd, Bassolino e il post "avvelenato". Ma a Roma tutto tace

18 marzo 2016 ore 12:33, Lucia Bigozzi
Antonio Bassolino non molla, anzi rilancia. Lo fa dalle pagine social del suo profilo Facebook con quello che sembra un vero e proprio “anatema” contro il suo partito, il Pd. O meglio contro il partito del renzismo. L’ex sindaco di Napoli, ex governatore della Campania ed ex ministro, ingaggia una “guerra” a colpi di ricorsi sulle primarie dem nel capoluogo campano, sollecitando l’intervento del Pd nazionale su quelle che considera “gravi irregolarità” che si sarebbero verificate fuori dei seggi in alcuni quartiere della città. Lui ha preso 452 voti in meno della sua competitor, quella Valeria Valente, di cui proprio Bassolino ha celebrato il “battesimo” politico e che ha chiamato come assessore nella sua giunta. Tanto che in città c’è chi già parla di “parricidio”. I suoi ricorsi sono stati respinti dalla Commissione dei garanti della coalizione per le primarie di Napoli ma lui non si arrende e con un nuovo post sul suo profilo Facebook spara ad alzo zero usando la sua proverbiale sottile ironia: “Senza rivotare nei seggi contestati le primarie di Napoli sono delegittimate. Lo dicono tutti. Tranne il Pd?”, scrive l’ex sindaco. 

Primarie Pd, Bassolino e il post 'avvelenato'. Ma a Roma tutto tace
Così giorno dopo giorno in quella che sembra sempre più una “guerra” di nervi tra il combattivo Bassolino e il quartier generale renziano del Nazareno dove non sembrano intenzionati a dargliela vinta, anche perché secondo gli spifferi di Intelligonews, proprio da Roma avevano scelto all’ultimo tuffo la candidatura dell’esponente della sinistra dem, attuale coordinatrice dei Giovani Turchi per provare ad arginare il “peso” politico che ancora Bassolino è in grado di rappresentare nella sua città. Al di là del post facebokkiano, Bassolino non scopre la strategia e mantiene un low profile in attesa di news da Roma. Ma dal Nazareno tutto tace: per il momento la sollecitazione sulle primarie resta appesa ai desiderata dell’ex sindaco ma non corrisponde a quella dell’attuale segretario (leggi Renzi). E il silenzio romano non è casuale: tutto rimandato al 23 marzo quando la Commissione nazionale di Garanzia del Pd dirà l’ultima parola sul ricorso firmato da Antonio Bassolino. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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