Incubo Ebola: nuovo caso in Guinea ma grazie all’Italia è più facile combatterla

18 marzo 2016 ore 15:50, Luca Lippi
Avevamo la certezza de esserne venuti fuori, l’Oms aveva gridato al successo sulla malattia dichiarando ufficialmente interrotta l’epidemia di Ebola in Sierra Leone, e invece proprio quando pareva si fosse definitivamente concluso l'incubo ebola in Africa occidentale, arriva una doccia fredda; confermati due nuovi casi di contagio in un villaggio rurale della Guinea. È successo il 16 marzo scorso, le autorità sanitarie guineane hanno allertato l'Organizzazione mondiale della Sanità in seguito al decesso inspiegabile di tre persone avvenuto nelle ultime settimane nel villaggio di Koropara e hanno detto che anche altri membri della stessa famiglia stanno mostrando sintomi caratteristici riferibili all'ebola.

Incubo Ebola: nuovo caso in Guinea ma grazie all’Italia è più facile combatterla
Ebola impiega 20 giorni a incubare la malattia prima di manifestarsi, quindi se entro questo scadere di tempo non si hanno nuovi casi si può cominciare a ben sperare. Intanto però, l'Oms, il Ministero della salute guineano, i Centri statunitensi per il controllo delle malattie e l'Unicef hanno inviato un team di specialisti che hanno prelevato campioni da 4 possibili contagiati: una madre e suo figlio di 5 anni, parenti del defunto, sono risultati positivi al test per l'ebola e trasferiti in un centro di trattamento. Esperti in vaccinazioni ed altre professionalità saranno inviate tempestivamente per far fronte alla situazioni, mentre altri specialisti sono attesi nei prossimi giorni. Si indagherà per capire  l'origine delle nuove infezioni e  identificare, isolare, vaccinare e monitorare tutti coloro che hanno avuto contatti sia con i nuovi casi sia con i deceduti. 
L’Italia ha pagato il prezzo alla malattia con la generosità di due operatori  volontari rientrati in Italia infettati e poi guariti grazie alla perizia delle nostre maestranze sanitarie. Il primo caso è stato quello del medico Fabrizio Pulvirenti e poi di un infermiere 37enne di Emergency originario della Sardegna, che ha prestato servizio in Sierra Leone, è risultato positivo al test per il virus Ebola. È anche grazie a loro e ai ricercatori italiani se oggi è possibile coordinare una risposta rapida alla nuova epidemia e a contenerne gli effetti. Questa è la prima volta in cui il virus si è ripresentato dopo che nel Paese l'emergenza ebola era stata dichiarata conclusa il 29 dicembre 2015.
L'OMS ha dichiarato che recidive della malattia sono possibili e che i tre Paesi colpiti (Sierra Leone, Liberia e Guinea) devono mantenere alta la guardia in fatto di    prevenzione, monitoraggio e risposta ai focolai della malattia.
La peggiore epidemia di Ebola nella storia, ricorda l'OMS, è iniziata proprio in Guinea nel dicembre 2013 e da allora ha causato più di 11300 vittime, per lo più in Guinea, Liberia e Sierra Leone.

autore / Luca Lippi
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