Caso Verdini, Sibilia (5S): "Partito della nazione? No, di Frankenstein. Uniti per le poltrone"

18 marzo 2016 ore 15:01, Lucia Bigozzi
“Partito della nazione? Io ci aggiungerei una F: partito nazionale di Frankenstein: Renzi ha sempre più bisogno di appoggi esterni e Verdini sta svolgendo questo ruolo”. Il punto di vista alle latitudini grilline è decisamente tranchant. Carlo Sibilia, parlamentare 5S e membro del “direttorio” ne è interprete commentando la condanna in primo grado inflitta al leader di Ala, Denis Verdini. 

La condanna di Verdini, ancorchè in primo grado, rischia di far saltare l’asse con Renzi e dunque la costruzione del Partito della nazione?

«Io al PN, cioè partito della nazione, di Renzi ci aggiungerei una F e lo trasformerei in PNF, ovvero “Partito nazionale di Frankenstein”: da un lato, Renzi ha sempre più bisogno di appoggi esterni da parte di personaggi che col Pd non hanno nulla a che fare; dall’altro dentro il Pd c’è chi fa la guerra a Renzi. E che partito sarebbe? Il punto è che stanno tutti insieme per un interesse comune che non sono i cittadini ma le poltrone»

Con la minoranza dem che è già partita attaccando l’asse Renzi-Verdini il Pd è a un passo dall’implosione? 

«Diciamo che la minoranza dem o presunta tale, è la minoranza di se stessa, nel senso che non si capisce da chi sia formata e quali atti concreti porti avanti per farsi sentire. Non basta, infatti, trincerarsi dietro il microfono del Tg1 per dire che sei minoranza interna al Pd; per me la minoranza in quel partito non esiste perché, alla fine, tutti votano compatti ciò che il governo mette sul tavolo»

Per molto meno e non essendo indagato Lupi si è dimesso da ministro. Verdini dovrebbe fare altrettanto? State preparando una nuova battaglia parlamentare? 

«Mi soffermo su un aspetto che ritengo fondamentale: la gente si interroga sul fatto che nei partiti tradizionali ci sono persone che hanno a che fare con la giustizia o addirittura condannati e la cosa allucinante è che costoro vengono selezionati per andare in parlamento. Certo, il rischio di avere al proprio interno persone che poi risultano coinvolte in vicende giudiziarie riguarda tutte le forze politiche, ma la differenza sta nel fatto che quando accade bisogna avere la forza di sbattere queste persone fuori dal partito. E i cittadini devono capire che non devono votarli più, ma che altro ancora deve succedere? ». 

Porterete il “caso” Verdini in parlamento? 

«Ci stiamo ragionando. Il punto è che siamo talmente lontani da un governo democraticamente eletto e costretto per questo a trovare appoggi esterni, che occorrerebbe fare qualcosa. Stiamo ragionando sulle azioni da mettere in campo nel solco dell’iniziativa “Via i condannati dal parlamento” per la quale abbiamo iniziato la battaglia nel 2005 dal blog di Grillo fino alle 350mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge denominata “Parlamento pulito” che ovviamente i partiti hanno bocciato in questi tre anni di governo Renzi. Ora il problema si ripropone»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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