'Cittadini per l'Italia' domani a Roma, Rabino: "Diamo voce ai moderati che non hanno paura"

18 marzo 2016 ore 17:32, Andrea De Angelis
Sabato 19 marzo a Roma dalle 12:00 alle 15:00 al Centro congressi Roma Eventi in Via Alibert, 5 - Piazza di Spagna - si terrà la manifestazione nazionale che segna l'avvio ufficiale della campagna elettorale della rete delle liste civiche dei Cittadini per l'Italia e, in parallelo, del Cantiere dei Moderati. IntelligoNews ne ha parlato con Mariano Rabino, deputato di Scelta Civica...

'Cantiere dei moderati'. Chi sono i moderati oggi in Italia e perché dovrebbero rispecchiarsi in voi?
"La questione direi essere antropologica e sociologica, cioè noi siamo convinti che occorra dare e costruire un'offerta politica nuova a una vastissima fascia di cittadini italiani. Chi sono questi cittadini italiani a cui vogliamo rivolgerci e a cui vogliamo offrire questa nuova idea politica che da domani proveremo a costruire? Sono quelli a cui, in modo indistinto e se vogliamo in modo generico, diamo il nome di "moderati". Ovvero cittadini che nonostante le difficoltà in una fase di grandissima transizione che sta diventando un po' la cifra del nostro Paese, sono favorevoli a un processo di globalizzazione e di apertura che è irreversibile". 

Di che transizione parla?
"Di quella che secondo me comincia alla fine degli anni '80, con la caduta del muro di Berlino e con il processo di unificazione monetaria in europa con tutte le conseguenze del caso. Questa rivoluzione ha inserito l'Italia in questa infinita transizione. L'Italia ha smarrito se stessa, non è arrivata pronta all'appuntamento con la storia, cioè con la globalizzazione,  pur essendo un Paese che ha tutto per intraprendere un ruolo di un player guida in un mondo globalizzato per tutte le sue caratteristiche. Noi pensiamo che ci siano in questa grande trasformazione moltissimi cittadini italiani che non hanno paura della globalizzazione, anzi pensano che l'Italia debba essere protagonista del processo di unificazione europea in chiave continentale. Connazionali che, nonostante quello che si dica, credono nell'Europa, nella libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi. Credono nell'apertura, nell'accoglienza, nell'integrazione e nell'immigrazione, naturalmente sempre nella legalità e nella severità. Pensiamo che tutti questi cittadini vogliano uno Stato più asciutto, più snello e vogliano che siano date più libertà ed energia alle tante iniziative individuali, private e associate".

Ovvero?
"Ovvero meno stato, mercato, società e individui. Siamo però convinti che questi non vedano bene una deriva lepenista, nazionalista, xenofoba e che quindi non amino l'idea di ritrovarsi Salvini, Meloni e magari Berlusconi". 

Uno che ha usato molto la parola moderati. 
"Sì e che sta cominciando forse a ricredersi sulle sue scelte degli ultimi anni. Poi riteniamo però che questi stessi moderati non siano pronti a mettersi nelle mani di una compagnia di giro di cabarettisti, di figuranti, di replicanti, e mi sto ovviamente riferendo ai 5Stelle. Personaggi che sono senza arte né parte, capaci solo di distruggere e di dire che tutti gli altri sono ladri, quando poi alla prova dei fatti si dimostrano come tanti altri. Danno lezioni poi non sono capaci, non hanno nessun idea e nessun progetto di Paese".

C'è poi un certo Partito Democratico...
"Un insieme di tribù, questo è il Pd, dove si gioca al tanto peggio tanto meglio in una contraddizione continua dove la crisi del partito rischia di avere una ricaduta negativa poi sulla funzione di governo. Noi sposiamo la linea modernizzatrice e riformatrice di Renzi, ma la troviamo spesso contraddittoria, molto spesso inadeguata, a volte non approfondita e così via. Per differenza noi pensiamo che ci debba essere una nuova offerta politica, uno spazio politico grande che possa essere interpretato ed organizzato. Oggi autonomo, distinto, competitivo ma sempre alleato con il Pd di Renzi. Con legge elettorale così com'è configurata, questo partito competitivo ed autonomo, deve lavorare per una proposta politica altrettanto distinta ed autonoma in vista delle elezioni politiche a meno che non cambi il sistema elettorale o che qualcuno non decida che debba esserci un premio di coalizione. A quel punto si valuterà se quest'area moderata potrà o meno allearsi con il Pd a trazione renziana. Ma oggi il tema per le politiche non si pone perché alle politiche ognuno deve fare per sé". 

Cosa accadrà dunque domani?
"Domani inizia questo percorso. Noi poi ci rivolgiamo ai giovani che hanno voglia di rimboccarsi le maniche, che hanno voglia di studiare, alla generazione erasmus che non ha paura della globalizzazione. A quei giovani che non si lamentano, che non si rifugiano nella disillusione e che hanno il coraggio di prendere in mano il proprio destino, di mettersi in gioco, di alzare lo sguardo e conquistarsi il proprio spazio senza aspettare che sia lo Stato a garantirglielo. Questi sono i giovani, italiani e europei, a cui questo progetto politico si rivolge. Giovani talenti italiani che non hanno paura di andare per un certo periodo all'estero per formarsi e che hanno un così forte orgoglio italiano da tornare per diventare poi la classe dirigente di questo Paese".
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