Effetto Family Day, Alfano e Lorenzin: cinque anni di carcere per l’utero in affitto

18 marzo 2016 ore 15:43, Luca Lippi
Nico D'Ascola, presidente della Commissione giustizia presenterà al Senato il Ddl che istituisce il reato universale per l'utero in affitto.  
Il Ministro Lorenzin che oggi insieme al ministro degli Interni Angelino Alfano ha presentato a Roma le iniziative di Area popolare contro la pratica dell'utero in affitto dice: "Il corpo delle donne non si vende, non si compra e non si affitta. Noi andiamo avanti nella nostra battaglia di civiltà per le donne, presentando un progetto di legge e una mozione che speriamo venga approvata da tutto il Parlamento, per perseguire l'utero in affitto come reato universale".  
Il progetto di legge, illustrato in conferenza stampa dal ministro dell’Interno insieme alla ministra della Salute e collega di partito Beatrice Lorenzin, prevede la reclusione da 1 a 3 anni e una multa da 600 mila a una 1 milione di euro per "chiunque organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni". Chi ricorre alla maternità surrogata è invece punibile con la reclusione da 2 a 5 anni e la multa da 1 milione e 200 mila a 2 milioni di euro. 
Effetto Family Day, Alfano e Lorenzin: cinque anni di carcere per l’utero in affitto
D'Ascola, citando la relazione di presentazione del Ddl dichiara: “La pratica dell'utero in affitto, se effettuata all'estero, non può essere punita in Italia,  ma una pratica che può essere considerata sfruttamento del corpo della donna significa approfittarsi delle condizioni di bisogno perché spesso ci si reca in contesti emarginati e poveri per fare turismo procreativo. Inoltre nell'utero in affitto convergono modalità di pratiche sessuali vietate già in molti trattati internazionali. Noi vogliamo punire chi ne approfitta, e non la madre”.
Il Ministro Lorenzin a proposito ribadisce: “In questo momento nella società civile si discute di questo tema e c'è un grande movimento. Erano anni che non si faceva un dibattito così allargato per riportare al centro il corpo della donna. Oggi è l'utero in affitto, domani saranno le norme a tutela delle donne e dei bambini che stanno diminuendo. Temi su cui, purtroppo, abbiamo fatto passi indietro. Si tratta di un reato universale perché con la maternità surrogata, l'utero diventa come un forno. Questa pratica va contro l'articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948”. 
La Lorenzin, insieme alle parlamentari di Area popolare, ha indossato una maglietta con la scritta: "Il corpo delle donne non si vende e non si affitta". La mozione che Area popolare presenterà in Parlamento chiede al Governo "di agire a livello nazionale, e soprattutto internazionale, in tutte le sedi istituzionali sovranazionali, affinché la surrogazione di maternità, in ogni sua modalità e variante contrattuale, sia riconosciuta come nuova forma di schiavitù e di tratta di esseri umani, e sia quindi reato universalmente perseguibile in tutto il mondo".

autore / Luca Lippi
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