Meloni-Raggi, Storace (La Destra): "Dichiarazione arrendevole. Io candidato giusto ma non vogliono..."

18 marzo 2016 ore 16:26, Lucia Bigozzi
“La Meloni? Dichiarazione arrendevole, ma non è il caso di farne una tragedia”. “L’appello di Gasparri? Lo capisco, ma il 118 è roba di sanità, la politica è altra cosa. Io ho una proposta per ricomporre tutto il centrodestra. Lo sanno che io sarei il candidato più adatto a governare Roma ma…”. Riflessioni e la consueta schiettezza che Francesco Storace, leader de La Destra e candidato a sindaco di Roma, usa nella conversazione con Intelligonews per argomentare la battaglia per il Campidoglio nel frastagliato centrodestra. 

A Roma nel centrodestra tutti contro tutti. Come legge le dichiarazioni della Meloni che in caso di ballottaggio tra la Raggi e Giachetti voterebbe la candidata grillina? 

«Mi ha incuriosito la dichiarazione della Meloni come pure quella di Bertolaso che, invece, ha detto che voterebbe Giachetti. Io ho proposto la mia iniziativa per tentare di rimettere insieme un quadro abbastanza composito. Del resto, questo è la conseguenza del fallimento dei partiti: quando delegittimi a picconate i partiti, la conseguenza è l’incapacità di scegliere i candidati. Un tempo erano i partiti a farlo, nelle segreterie certo, ma erano decisioni assunte da partiti che erano rappresentativi del proprio elettorato. Oggi i partiti sono ridotti a larve e non decidono più nulla. Ecco perché ci sono quattro candidati. Io dico: vediamoci, parliamoci, anche perché anziché farci fare domande su chi voteresti al ballottaggio tra altri due competitor facciamo uno sforzo per andarci noi al ballottaggio e vincere. Quella della Meloni mi è sembrata una dichiarazione arrendevole. Conoscendola, mi è parsa una cosa strana, uscita male. Dopodichè, non si può fare una tragedia su una dichiarazione».

Però Gasparri nell'intervista a Intelligonews ha preso la palla al balzo per attaccare la scelta della Meloni in chiave anti-Bertolaso e invita lei a sostenere il candidato di Fi. Cosa risponde? 

«Me lo chiesino… Capisco quello che dice Gasparri ma io sono abituato alle relazioni politiche: il 118 vuol dire parlare di sanità che nel Lazio funziona bene, ma la politica è un’altra cosa. Si fanno incontri sulle questioni legate alle alleanze, non sui click o i post di Facebook. Del resto, anche Fi ha accettato i veti circa la mia presenza ai tavoli della coalizione. Io propongo una iniziativa per ricomporre lo schieramento semplicemente perché Roma è la vita mia… Tutti quanti sanno che sarei io il candidato più adatto a governare la città, ma non vogliono che lo faccia».

Perché?

«Perché non ho alcun collare adatto».

Guardando oltre i confini capitolini, da un lato Salvini e Meloni propongono un nuovo centrodestra a marca lepenista…

«La interrompo subito…».

Dica. 

«Io sono affascinato dal progetto sovranista ma se deve servire a consegnare a Grillo o al Pd la Capitale, dico che è sbagliato. Noi dobbiamo parlare di Roma, non dell’Italicum»

Sì, ma dall’altro lato c’è il modello Liguria, che è un po’ la riproposizione della Casa delle Libertà. Tra i due modelli qual è quello che può meglio interpretare la ricostruzione del centrodestra? 

«Lo verificheremo alle elezioni politiche, perché giocare su Roma?»

Sì, ma la battaglia per Roma di fatto apre la stagione elettorale con le regionali il prossimo anno fino alle politiche nel 2018, come ci arrivate? 

«Il modello Liguria è quello nel quale stanno tutti quanti: è chiaro che lì serviva una soluzione adeguata al territorio».

Ma se lei vuole ricomporre il quadro, non è forse questo il modello giusto?

«Qui serve un modello per vincere e forse basterebbero tre su quattro partner per poterlo fare. Io propongo di cominciare dalla discussione su Roma, qui e ora. Poi, il prossimo anno ci occuperemo di regionali e poi degli altri appuntamenti elettorali, ma cominciamo da Roma».

Secondo lei chi è che in nome dell’unità del centrodestra, tra voi candidati, dovrebbe fare un passo indietro?

«Non uno indietro ma bisogna fare quattro passi in avanti e portare un milione di persone a votare per vincere»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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