Meloni-Raggi, Gasparri (Fi): “Giorgia ha ammesso che non vincerà. Storace venga con noi"

18 marzo 2016 ore 17:27, Lucia Bigozzi
“La Meloni ha ammesso che non può vincere: problema risolto. Storace ha il 4 per cento: sostenga Bertolaso per vincere”. Non ci gira intorno Maurizio Gasparri, senatore di Fi e vicepresidente di Palazzo Madama, commentando con Intelligonews le dichiarazioni di Giorgia Meloni sul voto tra Raggi e Giachetti al ballottaggio, finite al centro del dibattito politico e dei post nei social network. 

Centrodestra in tre pezzi a Roma, quattro se si candida pure Tosi. Siete al tutti contro tutti: Marchini, Bertolaso, Meloni, Storace.  Che succede? 

«La Meloni ha già risolto il problema. Ad Agorà ha ammesso che non può vincere dicendo che al ballottaggio tra Raggi e Giachetti lei voterebbe la Raggi. Noi, invece, andremo al ballottaggio con Bertolaso e vinceremo; non abbiamo il problema che ha ammesso la Meloni con quella dichiarazione. Storace? Ha il 4 per cento e spero voglia aiutare, sostenere Bertolaso visto come è stato trattato dalla Meloni e da Salvini. Spero che voglia ribellarsi ai maltrattamenti degli altri e optare per il nostro candidato. Quanto a Marchini ha un 6 per cento: da Alfio mi sarei aspettato di meglio. Bertolaso invece può migliorare e crescere, noi domani saremo di nuovo tra la gente nelle piazze di Roma coi gazebo proprio perché vogliamo parlare dei problemi della città coi romani e presentare le nostre proposte, stando sui contenuti. Insomma, vogliamo parlare di Roma: per gli altri Roma è un pretesto per avere un palcoscenico o per congressi di partito, o per faide interne. Noi, invece, siamo in campo per vincere».

Meloni-Raggi, Gasparri (Fi): “Giorgia ha ammesso che non vincerà. Storace venga con noi'
A proposito di faide interne: c’è chi sostiene che in realtà la frammentazione del centrodestra a Roma sia una sorta di resa dei conti tra componenti ed esponenti della destra in gara per pescare voti nello stesso alveo. E’ così? 

«Confermo e dico che è tutto un regolamento di conti per fare a gara a chi si prende i voti: tutto tranne che impegnarsi per la Capitale e questo lo trovo offensivo per Roma; tranne qualche accenno di Storace, non ho sentito una parola sulla città».  

Guardando oltre i confini capitolini, da un lato Salvini e Meloni propongono un nuovo centrodestra a marca lepenista; dall’altro c’è il modello Liguria che ricorda lo schema della vecchia Casa delle Libertà. Lei quale sceglie? 

«Ci sono modelli che uniscono e modelli urlanti che dividono e fanno perdere, in Francia dove la Le Pen assorbe il voto antipolitico perché non c’è Grillo, figuriamoci in Italia: farebbe straperdere… ».

Sì ma a Roma avete tre e forse quattro candidati: chi lo fa il passo indietro? Oppure andata à la guerre comme à la guerre?

«Bisognerà ricomporsi, se quelli che stanno sbagliando si rendono conto di essersi infilati in un vicolo cieco. Del resto, prendere un punto in più per la propria lista ma perdere la corsa al Campidoglio non mi pare un gran vantaggio»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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