Tor Sapienza, Cozzoli: “Roma Est al collasso. Sostituire assessore Cutini prima che precipiti la situazione”

18 novembre 2014 ore 16:11, intelligo
Tor Sapienza, Cozzoli: “Roma Est al collasso. Sostituire assessore Cutini prima che precipiti la situazione”
Di Marco Guerra Il tentativo di rapimento di un neonato che sarebbe avvenuto sabato pomeriggio a Tor Tre Teste ad opera di due rom, ma di cui si è avuto notizia oggi, sarebbe solo l’ennesimo episodio che rischia di riaccendere la rabbia delle periferie romane. La Polizia sarebbe subito riuscita a intercettare i due presunti sequestratori sorpresi dalla mamma del bambino mentre questi si erano già introdotti in casa e tenevano in braccio suo figlio di otto mesi. Tuttavia è significativo che l’episodio sia successo sempre a Roma est, settore della Capitale teatro anche degli scontri di Tor Sapienza, e che la coppia di nomadi in arresto provenisse, dalle notizie di stampa pervenuta finora, dal campo di via Salviati, oggetto da mesi di numerose proteste degli abitanti dei quartieri circostanti. Intanto il sindaco Marino promette ai comitati di quartiere di Roma Est un giro di vite sui roghi tossici e gli insediamenti abusivi. Sul degrado nelle periferie della capitale, IntelligoNews ha raccolto il commento del consigliere comunale di Forza Italia, Ignazio Cozzoli. Marino all’incontro con la stampa all’Infernetto ha detto che la questione rom va risolta a livello europeo. Che si fa, si aspetta l’intervento di Bruxelles? “Anzitutto, anche se sembra paradossale, la Commissione Ue ha detto che ci sta per sanzionare per come trattiamo i rom poiché considera i campi nomadi una forma di segregazione. L’Ue non ha tutti i torti, i campi nomadi sono terra di nessuno dove è sospesa ogni forma di legalità dello Stato italiano. L’altro giorno ho visitato il campo della Barbuta a Ciampino, poi ho incontrato i residenti delle zone limitrofe. Le criticità che mi sono state segnalate sono sempre le stesse: roghi tossici, furti di cave di rame, discariche abusive… Addirittura sembra che alla Barbuta sia stata creata una discarica dove vengono bruciati rifiuti che i nomadi “smaltiscono” in cambio di soldi per conto di alcune realtà esterne al campo”. E in questo contesto il Comune cosa può fare?
Tor Sapienza, Cozzoli: “Roma Est al collasso. Sostituire assessore Cutini prima che precipiti la situazione”
Tor Sapienza, Cozzoli: “Roma Est al collasso. Sostituire assessore Cutini prima che precipiti la situazione”
Nei campi sarebbe necessario un presidio fisso della municipale non delle cooperative. Quella dei controlli è una questione di mera volontà politica. Di sicuro non si può pensare di integrarli dedicandogli una graduatoria speciale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Puntualmente qualcuno si sogna di ritirare fuori questa soluzione ma sarebbe una follia in una città dove ci sono migliaia di famiglie con il massimo del punteggio che aspettano da anni in graduatoria senza avere risposte. E poi se riserviamo un graduatoria per l’integrazione dei rom, perché non immaginarne una per gli immigrati del Bangladesh, per i nordafricani, per quelli dell’Est Europa? Ma per favore! Roma ha bisogno di legalità non di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B”. Nella Roma di serie B ci sono tutte le periferie… "Settabagni è un inferno, i quartieri a ridosso della Casilina pure… ma il degrado assedia anche le zone più centrali. Nel Parco delle valli, a ridosso del Quartiere africano, ci sono circa mille persone che vivono in insediamenti abusivi. Se viene consentito tutto questo, il risultato è che il primo che arriva in città pensa di potersi fare un giaciglio dove meglio crede”. Il Comune non sembra prendere in considerazione la soluzione sgomberi, perché? “Gli sgomberi non si fanno perché Marino non vorrebbe, è una precisa linea politica. Con Alemanno il fenomeno non era stato eliminato del tutto, ma chi costruiva baracche abusive sapeva che dopo una settimana o un mese avrebbe dovuto lasciare l’insediamento a causa dello sgombero. Insomma c’era un minino di deterrenza. Ora non vengono controllati nemmeno più i documenti. Al parco di fronte casa mia, nel quartiere Axa, da più di un anno bivacca una famiglia in roulotte, non credo che abbia mai subito un controllo. Se ognuno può abitare dove vuole si crea solo caos non solidarietà”. A tutto questo si aggiunge l’emergenza legata al massiccio arrivo di migranti e profughi provocato da Mare Nostrum. Secondo Marino le ricadute su Roma sono da addossare al Ministero dell'Interno. Lei che ne pensa? “La colpa è del Viminale nella misura in cui è stato concepito il progetto Sprar. In pratica si prevede che le cooperative possano presentare dei progetti di accoglienza e accreditarsi presso il Viminale per accogliere e gestire i richiedenti asilo. Pare che le cooperative cerchino quindi di ottimizzare la cifra che ricevono per ogni richiedente asilo affittando alloggi per quattro soldi in estrema periferia, come nel caso di Corcolle. Alla luce di questo meccanismo si comprende perché sono tutti concentrati nelle borgate. Ma le cooperative non sono armate e non hanno squadre di sicurezza, dunque non possono fare niente per controllare questi richiedenti asilo che, fra l’altro, per legge non potrebbero essere trattenuti dentro il centro di accoglienza”. Quindi il Comune non ha colpe? “No invece il Campidoglio ha delle grandissime responsabilità nelle scelte relative allocazione di questi centri. Ad esempio nel caso del centro che volevano insediare a Settecamini, le proteste degli abitanti hanno costretto l’assessore alle Politiche sociali del comune di Roma Rita Cutini a scrivere al prefetto che quella zona non era idonea ad ospitare richiedenti asilo. Il perfetto ha preso atto della richiesta del Comune e ha stralciato il progetto di Settecamini. È sempre una questione di volontà politica. Se io fossi Marino andrei da Alfano a dire che a Roma non deve più arrivare nessuno. Se non l’ha fatto ne paga le conseguenze, visto poi che all’inizio di Mare nostrum il Comune di Roma ha mostrato la massima disponibilità a partecipare all’accoglienza dei migranti che arrivavano sulle nostre coste”. Marino all’epoca offrì la disponibilità ad ospitare parte dei richiedenti asilo arrivati in Italia, quindi i municipi e territori si sono trovati a fare i conti con una scelta calata dall’alto… “Se facciamo un sondaggio fra gli amministratori dei 15 municipi di Roma vedremmo che nessuno vuole questi centri di accoglienza sul proprio territorio. Ma se i municipi centrali dicono di no per ovvie ragioni non ci sono scrupoli nel continuare a far arrivare nelle periferie centinaia di rifugiati e richiedenti asilo. Ora nel V municipio c’è di tutto: gli ultimi autodemolitori dentro il raccordo, prostituzione su strada, campi rom e centri di accoglienza. Roma Est è quindi un territorio al collasso e ora il Comune cerca di spostare questi ulteriori carichi su Roma sud, senza un minimo di programmazione, come dimostra l’episodio dell’Infernetto con l’arrivo di 25 migranti trasferiti dal centro di Tor Sapienza. Ancora una volta si sposta in un territorio fragile - nella fattispecie parliamo di una zona a rischio idrogeologico con il record di abusivismo edilizio a Roma – il fardello dell’accoglienza dei migranti”. Dobbiamo prevedere nuove “Tor Sapienza” nei prossimi mesi? “Se Marino non avvia un serio coordinamento con il ministero dell’Interno e se non sostituisce immediatamente l’assessore Cutini la situazione precipiterà”.
autore / intelligo
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