Rosa Shocking 2, il rapporto choc sulla violenza domestica: è colpa del troppo amore

18 novembre 2015 ore 8:11, Micaela Del Monte
Rosa Shocking 2, il rapporto choc sulla violenza domestica: è colpa del troppo amore
Per un giovane su cinque quello che accade in una coppia non deve interessare agli altri. Per uno su quattro, la violenza sulle donne è dovuta a “raptus momentanei, giustificati dal troppo amore”. Per uno su tre, gli episodi di violenza domestica “vanno affrontati dentro le mura di casa”. 

E' questo l'esito di un rapporto “Rosa Shocking 2. Violenza e stereotipi di genere: generazioni a confronto e prevenzione”, presentato ieri alla Biblioteca del Senato a Roma dall’associazione We World Onlus. Lo studio è diviso in due parti: nella prima, We World Onlus compie un’analisi degli investimenti in termini di prevenzione della violenza contro le donne. Nella seconda, condotta insieme a Ipsos Italia, viene svolto un sondaggio per capire come i giovani tra i 18 e i 29 anni si posizionino su questi temi. 

Emergono così dati contrastanti: cresce l’attenzione sul tema, in particolare nelle regioni del centronord, ma, rispetto al 2013, calano da 16,1 a 14,4 milioni gli investimenti in prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Dal rapporto emerge sopratutto che i giovani tra i 18 e i 29 anni rispondono a tutte le domande con un atteggiamento sensibilmente più indulgente nei confronti della violenza di genere rispetto al resto del campione. Particolarmente allarmanti i risultati di due domande: per il 19% dei giovani, contro la media nazionale del 13%, è normale che un uomo tradito diventi violento; la violenza, inoltre, è dovuta “agli atteggiamenti esasperanti delle donne” per il 16% dei giovani contro la media dell’11%

Non solo: l'aspetto istintivo legato alla violenza e il raptus momentaneo è per il 25% di questa fascia d'età giustificato e legittimato dal "troppo amore", oppure da una motivazione legata al preconcetto che le donne siano abili a 'esasperare' gli uomini e che gli abiti succinti siano troppo provocanti, attribuendo, quindi, alle donne la responsabilità di far scaturire la violenza. 

L’analisi Ipsos conclude suddividendo il campione in tre diverse classi: il 45% del campione rientra nella classe “dalla parte delle donne senza se e senza ma”, il 35% preferisce relegare la violenza di genere a episodi domestici, il 20% individua nella donna le responsabilità delle violenze. Nel rapporto si ricordano le dimensioni del fenomeno nel nostro Paese, i cui numeri continuano oggi ad essere allarmanti: sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subito, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
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