Airbus caduto su Sinai, è attentato con 1,5 kg di tritolo. Putin: "Il castigo è inevitabile"

18 novembre 2015 ore 10:13, Marta Moriconi
Airbus caduto su Sinai, è attentato con 1,5 kg di tritolo. Putin: 'Il castigo è inevitabile'
L'incidente dell'Airbus russo sul Sinai? Un attentato terroristico. Da punire. Per questo ci sono 50 milioni di dollari pronti per chi fornirà "informazioni che favoriscano l'arresto dei criminali"come riferiscono i media riferendosi al centro di comunicazioni pubbliche dell'Fsb.

E' il capo dei servizi segreti russi (l'Fsb appunto), Aleksandr Bortnikov, a dare le notizie sull'inchiesta e ha aspettato che finisse il G20 in Turchia. 

Ha atteso con pazienza questa riunione al Cremlino con Putin e con il ministro della Difesa Serghiei Shoigu, il capo di stato maggiore delle forze armate russe Valeri Gherasimov, il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, e il direttore del servizio di sicurezza all'estero, Mikhail Fradkov, per riportare i risultati delle analisi svolte sull'airbus russo precipitato sul Sinai. E' esploso per colpa di un ordigno niente affatto sofisticato, ma artigianale, e il capo dei servizi segreti russi ha parlato anche di tracce di esplosivo prodotte all'estero e ritrovati sui frammenti dell'aereo.

Si tratta di un 1,5 kg di tritolo, e le indagini sono appena iniziate. I servizi promettono giustizia, i terroristi saranno scovati "ovunque si nascondano". E Putin ci ha messo la firma: "Li cercheremo dappertutto, dovunque si nascondano, li troveremo in ogni posto del mondo e li puniremo". Ma non devono essere interrotte le attività belliche dell'aviazione in Siria - ha detto Putin - non deve essere solo continuata: "deve essere rafforzata, affinché i criminali capiscano che il castigo è inevitabile. Chiedo al ministero della Difesa e allo stato maggiore generale di fornire proposte in tal senso. Controllerò come va il lavoro".

Tra l'altro non "è la prima volta che la Russia affronta barbari crimini terroristici, spesso senza alcun motivo visibile esterno o interno come è stato nel caso dell'esplosione nella stazione di Volgograd alla fine del 2013".  Poi l'attacco diventa anche anche morale per lui: "L'uccisione di nostri cittadini nel Sinai è uno dei più sanguinosi crimini come numero di vittime: non asciugheremo le lacrime dalla nostra anima e dal nostro cuore, ciò che è successo rimarrà con noi per sempre, ma - ha ribadito il leader russo - non ci impedirà di trovare e punire i criminali".

L'ultima promessa è una minaccia: "Il castigo è inevitabile". 
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