Rifugiati siriani in Usa? No grazie da 27 Stati. Rivolta al piano di accoglienza Obama

18 novembre 2015 ore 11:44, Americo Mascarucci
Rifugiati siriani in Usa? No grazie da 27 Stati. Rivolta al piano di accoglienza Obama
E’ rivolta negli Stati Uniti contro il piano di accoglienza dei profughi siriani varato dall’Amministrazione Obama che prevede l’accoglienza nel 2016 di diecimila migranti. 
Gli attentati di Parigi e la minaccia dei fondamentalisti di tornare a colpire l’America con nuovi, sanguinosi attentati, hanno scatenato la rivolta dei governatori di tre stati, precisamente Alabama, Michigan e Texas che hanno fatto sapere di non voler adempiere alle disposizioni previste dal programma Obama. 
Il Michigan soprattutto negli ultimi tempi era sembrato lo Stato più accogliente, avendo ospitato sul proprio territorio 200 profughi provenienti dalla Siria. 

Oggi però il rischio è troppo alto per poter continuare ad accogliere immigrati mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini visto che, il timore che i terroristi possano mescolarsi ai profughi, è sempre più concreto. 
Dal 2012  gli Stati Uniti ospitano appena 2.000 migranti siriani, un numero esiguo se si pensa che quelli fuggiti dal loro Paese sono circa quattro milioni. 
La rivolta dei tre stati ha aperto la strada alla ribellione di circa la metà degli stati dell’Unione che ad oggi si dichiarano di fatto indisponibili a ricevere altri migranti. Ventisette stati su cinquanta hanno fatto capire a chiare lettere che dopo i fatti di Parigi la disponibilità ad accogliere i profughi sui propri territori sarebbe venuta meno. E il numero non è ancora definitivo perché almeno altri tre, quattro stati, pur non essendosi ancora pronunciati, starebbero alla finestra ma decisi anche loro a chiudere le porte all’arrivo dei migranti. 

I governatori ribelli appartengono quasi tutti al Partito Repubblicano e sono proprio i Repubblicani a guidare l’opposizione alla politica dell’accoglienza dell’Amministrazione Obama. La protesta dei Governatori sarebbe soltanto il primo passo di un’azione di contrasto che la destra americana è decisa a portare avanti contro Obama e la sua politica dell’accoglienza. Il secondo passo dovrebbe concretizzarsi con la presentazione di una risoluzione al Congresso americano dove i Repubblicani hanno la maggioranza per chiedere il blocco dei flussi migratori. 
Inoltre i candidati repubblicani alle primarie stanno facendo del contrasto all’accoglienza e della tolleranza religiosa i cavalli di battaglia della propria propaganda, promettendo in caso di vittoria di bloccare l’edificazione di nuove moschee. 

Insomma, il terrorismo islamico sta fornendo un’importante arma  politica ai Repubblicani per vincere le prossime elezioni puntando sulla paura degli americani e sul loro desiderio di non ritrovarsi troppi nemici in casa. Obama dal canto suo ha stigmatizzato la rivolta dei governatori e ha annunciato che il piano di accoglienza andrà avanti, ma anche fra i Democratici non mancano i distinguo. Perché poi la paura di un nuovo 11 settembre accomuna tutti e di fronte alla minaccia terroristica, c’è chi fra i Democratici non sembra per nulla intenzionato a lasciare ai Repubblicani il monopolio della battaglia per la sicurezza. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]