Parigi, Cacciari: "Coglione chi vuole chiudere le frontiere, il problema è l'intelligence"

18 novembre 2015 ore 11:48, Andrea De Angelis
Parigi, Cacciari: 'Coglione chi vuole chiudere le frontiere, il problema è l'intelligence'
A cinque giorni dai terribili attentati di Parigi si alza la voce di chi propone la chiusura delle frontiere. L'equazione rifugiato uguale terrorista è stata condannata ieri anche dall'ex premier Enrico Letta, oltre che dal Presidente del Consiglio Renzi che ha lanciato un appello all'unità nazionale.
IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo, politico e accademico Massimo Cacciari che ha condannato con fermezza una simile proposta, spiegando che il problema semmai è l'incapacità di fare adeguati controlli...

Molti si domandano se occorra o meno chiudere le frontiere. Renzi ha detto che così facendo si chiuderebbero dentro i confini nazionali i terroristi, facendo chiaramente riferimento agli jihadisti parigini di seconda generazione, non certo rifugiati dell'ultima ora. Ha ragione?

«Ma certo, lo si sapeva da sempre, fin dalle stragi di Londra. Il problema sono coloro che hanno regolare cittadinanza francese, inglese, italiana, belga e via dicendo. Ci si sveglia sempre troppo tardi, ma che cavolo di soluzione è quella di chiudere le frontiere? Le chiudi ai francesi, agli inglesi? Sono tutte stupidaggini, la lotta al terrorismo si fa con l'intelligence, altro che chiusura delle frontiere». 

Proprio di un bisogno di intelligence europea ha parlato ieri l'ex premier Enrico Letta, puntando inoltre il dito contro l'equazione rifugiato uguale terrorista. Condivide quanto detto da Letta?

«Assolutamente, ha perfettamente ragione! Non serve a nulla avere diecimila intelligence che si muovono per conto proprio e si incontrano poi dopo le stragi. Anche sull'equazione ha ragione, soltanto i coglioni, gli idioti o le persone in malafede possono pensare che il problema siano i rifugiati. Che poi tra i milioni di rifugiati se ne possa infiltrare qualcuno va da sé, allora ecco che torna in gioco l'intelligence».

Le agenzie di stampa intanto riportano la notizia di 27 Stati americani che si sarebbero dichiarati non disponibili ad ospitare rifugiati siriani. Come commenta?

«Ci saranno allora quelli che ragionano, come il sindaco di New York che si è detto pronto ad accoglierli, e quelli che ragionano come i vari Salvini e Le Pen. Di fronte a queste cose è normale che ci si divida, non è questione...».

L'opinione pubblica ha paura e i cittadini per primi parlano di chiusura delle frontiere. Come spiega a loro il suo no?

«Le frontiere non sono chiudibili, casomai si chiudono i valichi (ride, ndr)». 

Parigi, Cacciari: 'Coglione chi vuole chiudere le frontiere, il problema è l'intelligence'
Dunque c'è anche un problema geografico?

«Esattamente, ma cosa fai, mitragli i barconi? Qualunque persona dotata di buonsenso può capirlo. Inoltre gli ultimi attentati ci mostrano che i terroristi erano tutti cittadini. Che fai, chiudi le frontiere ai cittadini? Il problema fondamentale è l'intelligence, bisogna isolare e reprimere le cellule terroristiche formatesi all'interno della comunità europea. Senza dimenticare i controlli, è ovvio che bisogna controllare le persone. Quando io vado negli Stati Uniti non vengo controllato, non vengo passato al setaccio? Stiamo parlando di ovvietà, ma che discorso è?». 

In questo senso anche parlare di emergenza è relativo?

«Negli Stati che funzionano i controlli si sono sempre verificati come è naturale che sia. Se poi qualcuno non ha saputo o non sa sorvegliare le proprie frontiere cosa vuol dire, non fare politica di accoglienza e solidarietà? Che cazzo c'entra? Normali provvedimenti di politica che qualunque Stato degno di questo nome svolge con efficienza». 

Il rifugiato, per definizione, fugge dalla guerra...

«Fugge dalla guerra, dall'Isis stesso. Poi ci può essere uno su mille che magari si intrufola dentro e chiaramente bisogna stare attenti, ma sono provvedimenti normali, da intensificare puntando sull'intelligence. Altro che frontiere...».


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