Per Renzi pronti ma non troppo: intervento anti-Isis? Sì ma "reazioni producono Libia bis"

18 novembre 2015 ore 12:33, Americo Mascarucci
Per Renzi pronti ma non troppo: intervento anti-Isis? Sì ma 'reazioni producono Libia bis'
L’Italia è pronta a supportare un intervento militare contro l'Isis, ma non troppo.
Il Premier Matteo Renzi ci va cauto, non esclude questa eventualità ma sembra voler far di tutto per scongiurarla. Della serie; prima tentiamo altre soluzioni. 

Bisogna essere equilibrati e avere buon senso – dice Renzi -  Certo devi mettere in conto tutti i tipi di intervento, ma la sfida la vinci se riesci a vincere la sfida educativa, non semplicemente con le azioni militari. Sono molto prudente sulle parole. Capisco chi utilizza la parola guerra ma io non la uso. È evidente che l'attacco di Parigi è strutturalmente un attacco militare. È una gigantesca aggressione all'idea stessa della nostra identità. L'obiettivo del terrorista è ucciderci, se non ci riesce, si accontenta di farci vivere come vuole lui"

Fin qui Renzi. I terroristi, è evidente, vogliono spaventarci, incuterci terrore è la loro strategia e a questo punto la migliore risposta sarebbe quella di andare avanti, di non fermarsi, di non farsi condizionare da pur legittime paure. Invece appare evidente come la paura stia sempre più prendendo il sopravvento. 
Renzi parla di sfida educativa, ma che sfida può esserci dal punto di vista educativo con chi uccide in nome del Dio in cui crede convinto di compiere una missione eroica e di guadagnare il Paradiso? Come pensare di poter cambiare una così folle convinzione? Purtroppo ad oggi l’azione militare appare come l’unica soluzione possibile per estirpare dalla faccia della terra il “cancro maligno” che è l’Isis. 

Il Premier italiano non ne è tuttavia convinto. 
"L'Italia non si nasconde – spiega - è in tanti teatri, ma lo fa senza dichiarazioni roboanti: abbiamo bisogno di un nostro atteggiamento tipico, più di soft power che di hard power. Penso, credo e spero che l'Italia possa reagire non con calma ma con saggezza ed equilibrio, essere all'altezza della grandezza di questo Paese" ha aggiunto.
Ma come sconfiggere il terrorismo se poi si scopre che chi compie attentati ha in tasca la patente di profugo siriano? Come coniugare il principio umanitario dell'accoglienza con le ragioni di sicurezza? C'è chi dice di "chiudere le frontiere" prima che sia troppo tardi ma Renzi non è convinto di questo.

"Se dici 'chiudi le frontiere', come alcuni hanno fatto in questi giorni - prosegue ancora - dovresti dire che lo fai per tenerli dentro, perché gli assassini nella stragrande maggioranza dei casi sono nati e cresciuti in Europa. La minaccia viene da dentro".
Anche questo è vero, ma allora che fare?

"Siamo determinati contro il terrore - aggiunge Renzi - ma le reazioni producono le Libia bis e tutto ci possiamo permettere tranne quello". E qui il Premier ha perfettamente ragione visto che la guerra in Libia svolta sotto l'egida francese per abbattere il regime di Gheddafi e favorire la transizione verso la democrazia ha peggiorato la situazione fornendo linfa vitale al terrorismo come avvenuto in Iraq con la caduta di Saddam Husseion. L'Isis infatti nasce proprio come reazione degli iracheni all'attacco militare Usa e alla presa del potere da parte delle fazione sciita con conseguenti vendette nei confronti dei sunniti accusati di aver sostenuto Saddam.

"Abbassiamo i toni della politica interna - raccomanda inoltre Renzi - vince l'Italia tutta insieme, tutta intera e chi rappresenta le istituzioni rappresenta tutto il Paese. Forse l'immagine della Repubblica in Francia è molto più consolidata, tant'è che Le Pen ha bloccato la campagna elettorale. Siamo grati agli Usa per il passato e il presente - ha proseguito il Presidente del Consiglio -  se siamo tornati ai tavoli internazionali, che negli ultimi anni sono stati fatti senza l'Italia, è grazie a loro. L'accordo perché a Vienna tornasse l'Italia è stato fatto grazie agli Usa molto più che grazie ai nostri amici europei. La nostra stella polare è il rapporto con gli Usa".

Insomma fedeli all'America ma strizzando l'occhio alla Russia di Putin, pronti alla guerra ma non troppo, solidali con la Francia ma decisi a valutare attentamente l'opzione militare. Questa in sostanza la strategia di Renzi, ma forse non meriterebbe di qualche elemento di chiarezza in più?


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