Censis: largo agli anziani, i giovani non consumano più

18 novembre 2015 ore 12:52, Luca Lippi
Censis: largo agli anziani, i giovani non consumano più
Ieri, si è svolto a Roma l’evento “Il buon valore della longevità. Dagli scenari alle soluzioni”, l’evento è stato promosso da Censis, hanno presenziato Francesco Maietta (Responsabile Area Politiche sociali Censis),?Linda Gobbi (Co-fondatore e partner Future Concept Lab),?Francesco Morace (Presidente Future Concept Lab) e Giuseppe De Rita (Presidente Censis). Argomento trattato è l’impatto sui consumi delle generazioni “mature” confrontato con i consumi espressi dalle generazioni più giovani. La conclusione è stata che spendono di più gli over 65enni che i giovani sotto i 35 anni.

Perché gli over 65 hanno la tendenza a spendere di più rispetto ai più giovani? Nel dibattito sarebbe emerso che il bonus fiscale di 80 euro mese avrebbe sollecitato un incremento complessivo di spesa da parte deli over 65 di circa 3,3 miliardi di euro nell’anno, aggiungendo al bonus che è stato prolungato l’abolizione della Tasi (ovviamente fra gli anziani proprietari di casa) si ipotizza un ulteriore incremento di spesa di circa 600 milioni di euro (considerato che fra gli anziani a campione i possessori di immobili sono circa 2,6 milioni). 2,6 milioni di euro. Inoltre, le persone anziane preferiscono l’uso del contante a quello della moneta elettronica (54% usa solo contante rispetto al 51% del totale della popolazione indistinta). Si potrà notare che il dibattito è stato un inno al governo Renzi!

Dunque, per la prima volta a consumare di più nel nostro paese sono le coppie con un capofamiglia di età superiore ai 65 anni rispetto alle coppie giovani tra i 18 e il 34 anni. E la differenza non è di poco conto: ben 1200 euro all’anno spese in più dai genitori o nonni rispetto ai figli e nipoti. Gli over 65 stimati oggi in Italia sono 13,2 milioni (altri 3 milioni se ne aggiungeranno nei prossimi 15 anni), osservandone le abitudini si è compreso che durante la crisi economica (2009 al 2014), gli over 65 hanno consumato il 4,7% in più, mentre fra i giovani si è riscontrato una drastica riduzione delle spese (-11,8%). 8 anziani su 10 oggi hanno un reddito familiare sufficiente a coprire le spese e per il 78% di essi inoltre nell’ultimo anno la spesa per consumi è aumentata fino al 18% o è rimasta stabile, assestandosi al 60%. 

Questa analisi appare superficiale poiché non tiene conto che diversi giovani si sono trovati costretti a fare ritorno nella casa padronale, e che quindi la maggior parte delle spese del ricostituito nucleo familiare ricadono totalmente a carico della pensione percepita dagli anziani genitori con relativo storno dei consumi (in apparenza non più visibili) della popolazione più giovane. Prosegue l’analisi ipotizzando prospettive piuttosto fantasiose a tutto vantaggio dei più giovani, visti come potenziali maggior consumatori nella misura del 9%; in realtà si fa fede alla legge dei grandi numeri dove dopo un ampio periodo di caduta la probabilità che possa rendersi concreta una salita aumenta all’aumentare della caduta stessa. In concreto, a seguire l’economia reale gli anziani stanno stentando non poco, soprattutto perché sono stati costretti a sostenere la generazione che avrebbe dovuto ereditare, qualcuno si chieda cosa succederà quando per consunzione naturale la categoria degli anziani non potrà più esserci e la popolazione giovanile dovrà sopravvivere in un mercato del lavoro piuttosto asfittico (con relativa contrazione di consumi e blocco del ciclo economico).

Dall’analisi sugli acquisti da parte degli over 65, fatta dal Censis, in parte si rileva quanto influisca il ritorno dei giovani nelle case di provenienza. Tra le spese che vanno per la maggiore per gli over 65 anni si segnalano elettrodomestici (1,1 milioni di persone con 65 anni e oltre intendono acquistarli prossimamente), pc, smartphone, tablet e altri prodotti tecnologici, ma anche mobili per la casa. Inoltre circa 1 milione ha intenzione di fare lavori di ristrutturazione della propria abitazione e ulteriori 530.000 pensano di realizzare un investimento immobiliare nel prossimo triennio. Non sono proprio prospettive per una generazione che ha già dato!

Fra i dati più logici, ci sono le spese legate alla salute (13 miliardi di euro l’anno), e poi spese per corsi formativi personali o dei membri della propria famiglia, un corso di inglese o di violino per un nipote ad esempio (2,7 miliardi di euro l’anno) e anche spese per attività sportive per sé o i propri familiari (960 milioni di euro). Al netto delle spese mediche, tutta roba che i figli non possono più offrire ai nipoti degli over 65. Rimaniamo piuttosto perplessi non tanto sull’utilità dell’evento promosso dal Censis, quanto sull’analisi.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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