Con "Instant articles" il giornalismo è su Facebook. Ma c'è un rischio

18 novembre 2015 ore 14:57, intelligo
Con 'Instant articles' il giornalismo è su Facebook. Ma c'è un rischio
Today.it, La Stampa, Il Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano, La Repubblica e Fanpage.it: sono questi i
portali nazionali che hanno aderito per primi a Instant Articles: tradotto i giornali con notizie caricate direttamente su Facebook. In America il formato è già attivo come in Gran Bretagna. E noi siamo trai primi paesi non anglosassoni a sperimentare questo nuovo metodo per comunicare news. Ogni testata ha presentato l'iniziativa, chi come La Stampa con il suo direttore Calabresi e il responsabile Facebook in Italia, chi nella sede milanese di Facebook, martedì sera. 

Come funziona: le fanpage delle testate affiancheranno le classiche homepage proponendo notizie a fianco dei post. Significa, in termini pratici, un risparmio notevole di tempo e anche un risparmio di scrematura, perché saranno le notizie a trovarvi non voi a trovare le notizie. Gli aggiornamenti saranno istantanei, basta attendere quei famosi 10 secondi nel passaggio dal sito al social network. 

La notizia non dovrà passare alla lettura ma sarà già in pagina per la lettura, perché verrà caricata direttamente su Fb. 

Inoltre gli articoli hanno funzioni multimediali per tablet e smartphone, che saranno agevolati grazie al meccanismo immediato e ben impaginato. Ottima sarà anche la visualizzazione di gallery di foto, con opprtunità a disposizione: si può zoomare e approfondire su altre fanpage, tutto cliccando in un attimo. E si può anche ricercare facilmente gli articoli vecchi con i correlati. Idem per video, grafici, passaggi su altri link. Ma ancora la loro efficacia non è testata, certo è solo che vengono condivisi tre volte di più dei link tradizionali. 

Ma c'è un rischio: quello di perdere il controllo delle proprie rotative digitali. Quanto agli annunci pubblicitari come confermato da Mitchell a La Stampa durante l’incontro di ieri "Facebook sta lavorando per adattare la piattaforma ai bisogni degli editori sulla base dei loro riscontri". Domani è un altro giorno. 


autore / intelligo
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