Campania "regina" dei cesarei ma in Italia calano. Dossier ospedale per ospedale

18 novembre 2015 ore 16:58, intelligo
Campania 'regina' dei cesarei ma in Italia calano. Dossier ospedale per ospedale
Uno screening sugli ospedali italiani per capire come funzionano, cosa va e cosa non va. Il report è stato eseguito dall’Agenzia delle Regioni d’Italia che attraverso il Programma nazionale esiti ha aggiornato il database al 2014. Premesso che è alquanto complesso dare un giudizio generale che valga per tutte le strutture ospedaliere “monitorate”, come sempre accade emergono punte di eccellenza e “fanalini di coda”. Tendenzialmente si registra un sostanziale miglioramento delle condizioni generali soprattutto nei reparti di Chirurgia e Ortopedia. 

ZOOM SUI CESAREI. L’indagine ha consentito anche di verificare lo status quo di numerose prestazioni sanitarie. Tra la massa di dati affluita al database di Agenas, c’è il dato relativo ai parti cesarei che scendono al 25,7% a livello nazionale, contro il 28,3 per cento registrato cinque anni fa. Trend inverso in Campania dove in alcune cliniche sono stati eseguiti oltre il 90 per cento dei cesarei. 

FEMORE E INFARTI. Le fratture del collo del femore sono i casi più diffusi, specie tra la popolazione anziana dei pazienti che si rivolgono alle strutture ospedaliere. Dal monitoraggio emerge che le fratture vengono operate nell’arco temporale di due giorni, mentre per quanto riguarda gli interventi trattati con angioplastica coronarica (Ptca) eseguiti entro due giorni, l’Agenas certifica che sono saliti al 41 per cento dell’anno scorso rispetto al 32 per cento del 2010. In questo caso le differenze maggiori sono evidenti tra le strutture sanitarie di una stessa Regione con la peculiarità non sempre positiva della persistenza di piccole chirurgie che, per struttura e organizzazione, non riescono a far fronte alla richiesta. In sostanza, resta il problema della frammentazione delle strutture ospedaliere. Infine un dato che si ricollega al livello qualitativo delle cure è riferito al fatto che maggiori sono i ricoveri più vicino è il raggiungimento degli standard considerati ottimali. 

Infine per l'intervento chirurgico contro il cancro al seno, la soglia minima considerata dagli esperti è 150 interventi l'anno. L’anno scorso solo il 26 per cento degli ospedali mostrano dati superiori alla soglia evidenziata nell’aggiornamento del database. Restano bassi anche gli interventi per il tumore allo stomaco. “In sanità non esistono cambiamenti repentini e rapidi, ma i dati 2015 evidenziano che gli strumenti di valutazione migliorano la qualità dell'assistenza sia a livello del singolo ospedale, sia a livello regionale. E incoraggiano quel dinamismo culturale, organizzativo, procedurale necessario a garantire l'efficacia, la sicurezza, la qualità delle cure erogate”, spiega il direttore di Agenas, Francesco Bevere con una evidente (e comprensibile) soddisfazione. 

LuBi

autore / intelligo
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