Mattarella dalla città di Dante:"Il terrorismo si batte con i principi dell'Umanesimo"

18 novembre 2015 ore 19:49, Americo Mascarucci
Mattarella dalla città di Dante:'Il terrorismo si batte con i principi dell'Umanesimo'
“Il terrorismo si batte puntando sui principi dell’Umanesimo”
E’ questo il succo del discorso tenuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Firenze. Il Capo dello Stato ha partecipato alla cerimonia dei 150 anni di Firenze Capitale che si è tenuta a Palazzo Vecchio. 
Fu proprio Firenze la prima città scelta nel 1865 come Capitale dell’Italia unita essendo Roma ancora territorio dello Stato pontificio. 
Il Presidente ovviamente non ha potuto evitare il riferimento ai tragici fatti di Parigi e alla minaccia terroristica che incombe anche sull’Italia. 

"È un tentativo di guerra globale dalle modalità inedite quello che sta deturpando l’inizio del nuovo millennio – spiega Mattarella facendo riferimento alle anomalie di una guerra combattuta non sul campo, ma con gli atti terroristici, una guerra impari che non concede alcuna possibilità di difesa alle ignare vittime - Dobbiamo essere uniti, determinati e insieme affermare i principi del nostro umanesimo. Dobbiamo garantire sicurezza ai nostri concittadini senza rinunciare alle libertà conquistate, affrontare il fanatismo e l’estremismo con assoluta fermezza, e promuovere il dialogo fra le culture e la tolleranza. Non può mancare il senso di giustizia, né la disponibilità a cooperare per uno sviluppo sostenibile e per ridurre le aree dove prevale la violenza e lo sfruttamento"
Mattarella dunque si richiama ai principi della cultura occidentale, la cultura di Dante Alighieri che proprio a Firenze trova la sua culla ideale e mette in risalto come dietro il fondamentalismo e il terrorismo vi sia proprio il vuoto culturale, l’assenza dei saperi.  "Nel dna italiano ed europeo è iscritto uno straordinario impasto di cultura, di umanità, di idee di libertà e di relazioni sociali – aggiunge - È parte della vita che viviamo ed è ragione del nostro desiderio di migliorarci. Dobbiamo tenerlo presente nel momento in cui il terrorismo sferra il suo attacco contro la nostra Europa e porta morte e barbarie in una delle sue città. Oggi la pace ci chiama a nuove responsabilità. Non saranno prove facili: non bisogna mai rinunciare a grandi visioni, alla prospettiva di un umanesimo condiviso. Lo dobbiamo ai nostri figli, anche a quelli che sono stati così barbaramente uccisi e che resteranno sempre nel nostro ricordo"
Insomma, è la cultura a fare la differenza e così come l’Umanesimo ha salvato il mondo dall'ignoranza imponendo come centrale il rispetto e la difesa della dignità umana, l’auspicio di Mattarella è che l’affermazione piena ed incondizionata dei suoi principi di umanità, tolleranza e rispetto reciproco porti alla sconfitta del terrorismo. 
Non sradicheremo l’odio facendolo entrare nelle nostre vite e nella nostra civiltà – ha concluso il Capo dello Stato - Il terrore vuole snaturarci. Noi non ci piegheremo. Non ci faremo rubare il nostro modello di vita e il nostro futuro. Difenderemo la qualità delle nostra civiltà e la offriremo al mondo, rimanendo fedeli ai valori che la hanno ispirata e affinata nel tempo". E speriamo che questa sia la ricetta giusta. 
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