Camorra, 9 anni a Cosentino. Ma per gli avvocati "ci sono spiragli"

18 novembre 2016 ore 10:26, Adriano Scianca
Nicola Cosentino è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere. L'ex sottosegretario era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La camera di consiglio, nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è cominciata alle 14. Alle 16, prima che arrivasse la sentenza, Cosentino ha lasciato l'aula. Alle 18 è giunto il verdetto. La sentenza arriva dopo 5 anni e 8 mesi di dibattimento. La pubblica accusa aveva chiesto una pena superiore. 

Camorra, 9 anni a Cosentino. Ma per gli avvocati 'ci sono spiragli'


Nell'udienza dello scorso ottobre, il pm Alessandro Milita ha chiesto per lui 16 anni di carcere, chiosando:  "E' il processo più grave che c'è oggi in Italia. Nicola Cosentino era legato ai Casalesi da un saldo accordo politico-mafioso che, come si evince dal racconto dei collaboratori di giustizia, risaliva al padre e che permane ancora. È facile fare carriera così, fare i soldi così, ma si finisce in carcere. Spero che la sentenza ponga la parola fine alla storia di Cosentino, e che nessuno a lui collegato lo emuli". 

La difesa, rappresentata dagli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, ha ribadito l'innocenza dell'imputato, e il suo "essere stato già condannato dal suo atto di nascita che lo radica a Casal di Principe". Ha poi messo in luce "le numerosissime contraddizioni e incoerenze in cui cade la ricostruzione della pubblica accusa, le infondate dichiarazioni di molti pentiti" e la "cultura del sospetto" cui sembra essere improntata la tesi accusatoria: fino a prevedere che sarà "la corte di giustizia europea a dire parole chiare su questa estensione del concetto di concorso esterno in associazione mafiosa". 

Il processo ruotava intorno alla gestione della Eco 4, l'ex consorzio dei rifiuti di cui, stando alle dichiarazioni di alcuni pentiti, Cosentino sarebbe stato il manovratore.  Commenta l’avvocato Stefano Montone: “Una condanna resta sempre una condanna, ma ci sono spiragli interessanti per un ricorso d’appello su cui ben sperare”.
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