I nostri risparmi dopo Trump, che fare?

18 novembre 2016 ore 13:10, intelligo
di Luciano Atticciati

Nelle settimane precedenti alle elezioni presidenziali molti analisti avevano scritto che con la vittoria di Trump si sarebbe avuto un periodo di forte confusione e che quindi era consigliabile acquistare beni rifugio, oro e treasury (i titoli di stato americani). Nei giorni successivi si è avuto l'esatto contrario, l'oro scendeva vistosamente sotto i 1.300 $ l'oncia e i bond americani perdevano vistosamente, mentre le Borse rimanevano sostanzialmente tranquille.

Non c'è che dire, la gente è confusa: l'azionario è da tempo volatile, l'obbligazionario sta in questi giorni prendendo botte da orbi. Si ritiene che nel Nord Europa e in America salga l'inflazione e quindi le nuove emissioni di titoli del credito presenteranno tassi di interesse superiori, un bene per chi ha liquidità e intende comprare obbligazioni e un male per chi già le possiede particolarmente se si tratta di titoli a lunga scadenza. Il referendum costituzionale con la probabile vittoria del no, chiaramente non favorirà la nostra Borsa né i nostri titoli di stato. Le altre Borse europee sono da tempo piatte, quelle dei paesi emergenti andavano bene ma adesso temono la svolta protezionista del nuovo governo americano, quella americana sta andando bene ma occorrerà vedere come reagirà al rialzo dei tassi a dicembre programmato dalla Federal Reserve, la Borsa giapponese infine continua la sua crescita sorretta dalla vistosa politica di acquisti titoli da parte della banca centrale giapponese e dal buon risultato della crescita del Pil nell'ultimo trimestre.

[image:right Ai primi di dicembre ci sarà come detto il referendum costituzionale, le nuove delibere della nostra Bce e quelle della americana Fed
Chi non vuole avere sorprese dovrà aspettare la conclusione dei tre appuntamenti per organizzare i propri risparmi. Gli investimenti in dollari beneficeranno della crescita della valuta americana, mentre i titoli ritenuti rischiosissimi, i titoli di stato greci vanno bene, il cosiddetto avanzo primario dello stato ellenico (spese correnti escluso interessi) cresce, mentre è di questi giorni la notizia di un forte recupero del Pil (+ 1,5% su base annua), al momento con il loro elevato rendimento sono consigliabili. In ogni caso prudenza, i tempi sono difficili.



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