La stazione ferroviaria, simbolo di un'umanità distratta e di corsa

18 novembre 2016 ore 10:58, intelligo
di Francesco Martire

“Sul binario n°…. e’ in partenza (o in arrivo) il treno... ” E’ l’annuncio in uso ai nostri giorni nelle stazioni ferroviarie in linea con il momento storico, a tendenza consumistica e spersonalizzante. Tutt’altro che il più umano e accattivante: “Signori in carrozza si parte”, in voga qualche lustro fa. Ma cos’è una stazione? Forse il luogo-metafora dell’umanità con il suo perenne arrivare ed andarsene? Anche sì! Essa, come luogo fisico, esiste da quando l’uomo ha deciso di intraprendere lunghi viaggi, e quindi dall’esigenza di siti a supporto di passeggeri esausti. Che fosse lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli di un carro o lo sferragliare delle rotaie di un treno poco cambia, nelle diverse epoche la stazione è rimasta uguale a sé stessa: vibrante dinamica di genti e di mezzi in movimento, lungo i fianchi dei treni colmi d’addii e di bagagli alleggeriti solo dalla speranza e dai sogni. In essa, voci e rumori si mischiano confusamente, fino a farsi “fragore e a tratti silenzio”. A trovarsi al suo interno, si ha quella percezione di “pieno umano” e di “effetto alveare” che confonde ma fa sentire più vivi .

La stazione ferroviaria, simbolo di un'umanità distratta e di corsa
La stazione: “terra di tutti e di nessuno” con i suoi giacigli improvvisati e fugaci bivacchi, fa da coperta distesa tra le stelle e il mondo. Sito fascinoso e intrigante, al servizio di una moltitudine: chiassosa o gaudente, elegante o stracciona, per sventura o per scelta. Crocevia di vite semplici, di esistenze avventurose, ma anche di ritorni alle proprie radici. Scenario crudele di amori che finiscono lungo i freddi binari. E… chissà perché tante storie romantiche hanno il loro epilogo nei pressi o dentro una stazione! Come se chi abbandona lanciasse un messaggio di speranza all’abbandonato/a, concedendogli l’illusione (a volte veritiera) che “c’è sempre un nuovo viaggio da intraprendere” e che “la vita non finisce lì”. E poi… volendo estremizzare la metafora… cos’è il nostro pianeta se non “una rotonda stazione fluttuante nello spazio” dove noi umani aspettiamo dalla notte dei tempi di realizzare il sogno del “viaggio assoluto”, alla volta dell’infinito e le sue galassie!
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]