Riapertura proroga ‘Opzione Donna’: più aventi diritto. Chi sono

18 novembre 2016 ore 11:55, Luca Lippi
Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, al termine dall’incontro sulla manovra tra i deputati del Pd e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan dichiara: “ci ha detto di aver firmato il resoconto su Opzione donna venerdì scorso e di averlo rinviato al ministero del Lavoro”.
Cesare Damiano, è firmatario dell’emendamento alla Legge di Stabilità 2017 che prevede l’allungamento dei termini da fine 2015 a fine luglio 2016
Con la Firma del resoconto sul monitoraggio della spesa previdenziale per le lavoratrici che hanno fatto ricorso al regime sperimentale di cui alla legge 243/04 ora è possibile conoscere le “risorse spese” e le “teste coinvolte” e quindi di chiedere più facilmente l’allargamento dell’anticipo pensionistico riservato alle donne.
Dunque si rafforza la proroga della sperimentazione “opzione donna” per il ritiro anticipato delle lavoratrici con 57-58 anni e 35 di contributi versati. 
Damiano ha ricordato l’emendamento alla legge di bilancio che punta a spostare i termini della sperimentazione dal 31 dicembre 2015 al 31 luglio 2016, per “ricomprendere le donne di 57-58 anni sul quarto trimestre 2015”. Nella proposta di modifica, ha aggiunto Damiano, “accettiamo la logica della saracinesca”: non si potrà cioè eccedere le risorse già stabilite pari a 2,5 miliardi
Sulle modifiche contenute nella legge di Bilancio l'ex ministro del Lavoro sottolinea anche alcuni punti positivi del confronto che si è avuto con sindacati negli ultimi tempi. "Il governo pare orientato a fissare la nuova età di accesso alla pensione di vecchiaia a 63 anni rispetto agli attuali 66 anni e 7 mesi. 
Potrebbe essere un buon compromesso se consentirà di andare in pensione subito, senza penalizzazioni, a partire dallo categorie più disagiate: disoccupati di lungo periodo, precoci, addetti ai lavori usuranti, invalidi. 
Anche Orietta Armiliato del comitato OD si ritiene soddisfatta del passo in avanti pur non abbassando la guardia, e dice: “per finanziare l'accesso delle donne che fanno parte della ‘platea cumulo’ si attingerà al fondo del cd. Contatore. Anche questo, rientra nelle logiche economiche per le quali lo strumento è stato creato. Questa categoria di lavoratrici che ha avuto spesso una carriera discontinua dovuta per la maggior parte delle occorrenze ai lavori di cura, rientra a pieno titolo nel novero delle donne che la legge originale contemplava tant'è che nella n. 243/04 non si rileva alcun vincolo di tipologia contributiva (e da lì l'impegno assunto dal Comitato affinché fosse data loro la possibilità di accesso). Corretto, quindi, che lo stanziamento effettuato con la LdS 2016 sia utilizzato a copertura di questi ingressi”.

Riapertura proroga ‘Opzione Donna’: più aventi diritto. Chi sono

L’Opzione Donna consente alle lavoratrici con 57 anni e tre mesi (58 e tre mesi per le autonome) e 35 anni di contributi di andare in pensione anticipata. Secondo la normativa in vigore, il requisito deve essere maturato entro fine 2015, escludendo di fatto le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre dell’anno. L’allungamento a luglio 2016 amplierebbe la platea delle aventi diritto.
Si tratta di una corsia preferenziale introdotta dalla Legge Maroni (articolo 1, comma 9 della legge 243/04) e fortemente utilizzata dopo l’introduzione della Riforma Fornero, pur escludendo i contributi versati alla Gestione Separata Inps. 
La Legge di Stabilità 2016 ha eliminato le limitazioni Inps di cui alle Circolari n.35 e n.37 del 2012 (31 dicembre 2015 termine ultimo di decorrenza pensione), pur mantenendo le finestre mobili di 18 o 12 mesi (autonome o dipendenti) per l’accesso alla prestazione.
Il nuovo emendamento alla Legge di Bilancio 2017  è stato proposto dalla commissione Lavoro in sede consultiva, dovrà quindi essere discusso dalla commissione Bilancio in sede referente. 
Il testo dovrebbe arrivare in aula il 24 novembre e approvato dall’aula di Montecitorio prima del 4 dicembre, giorno del referendum costituzionale per poi passare all’esame del Senato.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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