Pasta Made in Italy, GranoSalus scrive a Renzi: "Basta Canada, siamo migliori al mondo"

18 novembre 2016 ore 15:03, intelligo
Matteo Renzi oggi sarà a Bruxelles per definire, sembra, anche la regolamentazione dell'etichettatura relativa alla pasta di grano duro. Una materia prima, un alimento estremamente importante per lo Stivale, ma il cui acquisto potrebbe avvenire non più sul territorio nazionale, bensì all'estero e in particolare in Canada. 

Dopo che si è scoperto che il grano duro canadese presenta troppi problemi, un’associazione di produttori di grano duro d’Italia – GranoSalus –  ha annunciato controlli sui derivati del grano duro: pasta, pane, semole, farine, biscotti, dolci. E ora scrivono una lettera aperta al Presidente del Consiglio, che riportiamo qui per intero:

Pasta Made in Italy, GranoSalus scrive a Renzi: 'Basta Canada, siamo migliori al mondo'
"Caro presidente  abbiamo appreso che venerdì 18 novembre Lei sarà a Bruxelles per definire probabilmente la regolamentazione della etichettatura relativa alla pasta di grano duro.
Tale prodotto, come ben noto, merita tutta l’attenzione necessaria in quanto una delle massime espressione del nostro made in Italy.
Ma ci urge precisarle alcuni elementi necessari affinché si possa parlare definitivamente  sia di pasta che di grano duro dal quale si ricava la semola. E’ utile sapere che il grano duro prodotto in  Italia, in particolare nel meridione, bacino naturale di coltivazione da millenni, è quanto di più sano e salutare si possa disporre  sul mercato mondiale.
Ma tuttavia, per inspiegabili ragioni che  probabilmente avrà appreso, questa materia prima, in questa annata agraria, è stata cosi tanto mortificata in termini di prezzo e di speculazione che si rischia il totale tracollo di migliaia di aziende agricole, benchè le quotazioni internazionali siano più alte, come ha testimoniato lo stesso Ministro Martina.
Bene: le ragioni di tutto ciò sono da attribuire alla falsa affermazione delle industrie molitorie e pastaie che da più tempo definiscono il grano duro nazionale privo  di caratteristiche qualitative riferendosi solo al suo scarso contenuto di proteine e, di conseguenza, alla necessità di doversi approvvigionare su mercati esteri  in particolar modo in Canada.
Ora in tutto questo, gli industriali omettono di dire e di informare soprattutto i consumatori che tale prodotto di importazione per quanto riguarda la qualità (tossicologica), davvero si fa desiderare.
Tenga presente Presidente, che siccome la raccolta di tale grano non avviene in estate come da noi, bensì in autunno,  in condizioni di umidità estremamente alte, lo stesso contiene elevate dosi di micotossine che i canadesi stessi certificano. E che ieri in Camera di Commercio a Foggia, paradossalmente, hanno ammesso gli stessi americani durante un seminario organizzato dall’ Ente Pubblico per favorire l’immissione di grano straniero in Capitanata.

Inoltre, all’estero, specie in Canada, per accelerare la  mietitura  si fa ricorso alla disseccazione artificiale delle coltivazioni stesse con uso sistematico di glifosato nei quindici giorni precedenti la raccolta.
Come ben saprà  tale pratica agronomica è stata vietata nel nostro paese con il decreto del ministero della salute dell’ultimo 22 agosto 2016, che ha recepito un regolamento comunitario, quindi  i nostri operatori commerciali, paradosso  dei  paradossi importano un granella  che in Italia è vietato produrre.
Di conseguenza Caro Presidente, venerdì a Bruxelles è importante che ai fini  della regolamentazione dell’etichettatura di origine della materia prima, Lei tenga in debito conto che per informare correttamente i consumatori italiani a valutare  la qualità del grano duro utilizzato per la produzione di pasta non è sufficiente parlare solo di proteine (tra l’ altro l’eccesso delle stesse è nocivo per la salute dei consumatori e soprattutto per i bambini).
Le proteine servono solo ad accelerare i tempi di essiccazione della pasta e, dunque, aumentare i profitti delle industrie. Noi le consigliamo, anche alla luce degli impegni che il suo governo ha assunto con il parlamento, di tener conto nell’etichettatura della pasta anche: delle micotossine, Don e Ocratossina; dei residui di Glifosato ed altri pesticidi; dei metalli pesanti e radioattivi e di altri contaminanti necessari ad un acquisto sano e consapevole da parte dei nostri consumatori.

Caro presidente, noi confidiamo veramente nel successo che otterrà a Bruxelles a favore non solo degli agricoltori, che con speranza aspettano tali regolamentazioni, ma soprattutto per la tutela della salute pubblica, in particolare di quella dei nostri bambini. Sarebbe una prima vera misura di politica economica e sanitaria".

a.d.
autore / intelligo
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