Polemica Magalli, Fulvio Abbate difende Giancarlo: "Chiedano scusa i calabresi"

18 novembre 2016 ore 20:07, Andrea De Angelis
"Ci abbiamo provato anche oggi...se poi voi andate in giro a scippare le vecchie è colpa vostra...lo fanno...lo fanno, non stanno a casa perché a quest'ora si danno a queste attività criminali...". Una battuta, come si è affrettato a spiegare Giancarlo Magalli rispondendo ai tantissimi commenti degli utenti, ma che non è passata di certo inosservata.
"Sciaquati la bocca quando parli della Calabria", scrive uno. "Ricordiamo al signor Magalli che i criminali non ci sono solo in Calabria!", commenta un altro. "NON L'HO MAI DETTO! E mi sono anche stufato di ripeterlo", risponde il noto conduttore. Insomma, una polemica nella polemica. Ma cosa è successo? Tutto nasce dalla frase sopra riportata che Magalli ha pronunciato in una puntata dei 'Fatti vostri'. Durante il gioco del programma di Raidue, il presentatore ha detto quelle parole dopo aver chiamato per un gioco il signor Antonio di Casignana (Reggio Calabria), ma senza ottenere risposta. 
Chi ha ragione? IntelligoNews lo ha chiesto allo scrittore Fulvio Abbate, volto televisivo e siciliano doc...

Polemica Magalli, Fulvio Abbate difende Giancarlo: 'Chiedano scusa i calabresi'
Fulvio Abbate
Come commenta questa polemica televisiva?

"Emerge la suscettibilità dei calabresi e non c'è niente di peggio dell'essere suscettibile. Appena i tuoi compagni di classe intuiscono questo, ti massacrano. Non ti fanno vivere. L'intelligenza pretenderebbe di non offendersi mai, neppure quando si dice che tua madre è una passeggiatrice... Purtroppo nel carattere meridionale, lo dico io che sono siciliano, c'è questa sorta di subcultura". 

Dire ai meridionali che sono permalosi probabilmente non scatenerà contro di lei le stesse critiche...
"Ma no, ma stiamo scherzando! Il Sud attraverso la sua cultura mafiosa e paramafiosa non può offendersi quando poi viene indicato che tra le sue preprogative c'è l'omertà. Questo lo dico da meridionale, da siciliano. C'è una sorta di complesso di inferiorità che a volte si trasforma in istinto di onnipotenza".

Insomma, ha ragione Magalli?
"In primo luogo si trattava di una battuta, questo deve essere chiaro. In secondo luogo cosa si difende? Quando facevo il servizio militare e beccavo dei miei conterranei ottusi, mi vergognavo per il loro campanilismo". 

Magalli dunque non deve chiedere scusa a nessuno?
"Si scusino i calabresi che si sono alterati per la loro mancanza di senso dell'ironia".


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