Roberta Ragusa, Meluzzi: "Col rito abbreviato il marito verso l'assoluzione"

18 novembre 2016 ore 13:53, Andrea De Angelis
Svolta nel processo Ragusa. È stata ammessa la richiesta di rito abbreviato per Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 e mai più ritrovata. Come riporta La Stampa, la richiesta è stata presentata dai difensori di Logli, Roberto Cavani e Saverio Sergimpietri. Il Gup di Pisa, nel corso dell’udienza preliminare, ha già fissato le date delle prossime udienze che si svolgeranno il 2 dicembre per la discussione ed il 21 per le repliche e la sentenza.
Ma cosa significa questa scelta? E come andrà a finire tra poco più di un mese? IntelligoNews ha posto queste ed altre domande allo psichiatra Alessandro Meluzzi...

La richiesta del marito la sorprende o meno e che significato ha per il processo?
"Mi sembra una scelta tecnicamente corretta, perché al di là dell'eventuale sconto di un terzo della pena che mi sembra il meno in questo caso, perché Logli punta all'assoluzione, c'è un altro fatto. Il rito abbreviato prevede che il processo si svolgerà sulle carte che già ci sono, cioè quelle che risalgono alle indagini della Procura di Pisa, poi riprese nei due giudizi successivi e che la Cassazione non ha contestato nel merito, ma nella legittimità perché ci sono delle cose che la Corte di Appello avrebbe dovuto approfondire. Con il rito abbreviato tale approfondimento non potrà che avvalersi degli elementi di indagine già acquisiti e credo che sulla base di questi il marito della signora Ragusa non potrà essere condannato, al di là del fatto che sia colpevole o meno. Mi sembra una scelta molto corretta da parte dell'avvocato difensore". 

Sentenza che dovrebbe arrivare il 21 dicembre, l'opinione pubblica dunque potrebbe ricevere la sorpresa di una assoluzione? Questo mi sta dicendo?
"Le premetto innanzitutto una cosa. Per fortuna le sentenze non le fa l'opinione pubblica, altrimenti quel poco che rimane della società del diritto sarebbe spazzato via. Nelle Aule di giustizia, lo ripeto e lo dirò finché avrò fiato, non si cerca una verità sostanziale sulla base di assiomi morali o ideologici, ma si costruisce una verità processuale che anche in un processo indiziario si basa su alcuni elementi di prova". 

Logli è imputato non solo per omicidio volontario, ma anche per la distruzione del cadavere. Cosa porta un uomo, un marito, un compagno a distruggere un cadavere? Morbosità o strategia?
"C'è una spiegazione oggettiva, distruggendo il cadavere le indagini risulteranno molto più difficili e non si avrà la certezza dell'omicidio. La distruzione del cadavere è un corollario necessario dell'omicidio, non è una cosa in più, ma un comportamento razionale. A meno che uno non sia in grado di mettere in atto per il depistaggio delle tecniche straordinarie, come trasferire sul cadavere il Dna di qualcun'altro". 

Per fare questo servono di solito dei complici?
"Le cose più complesse di solito hanno bisogno dei complici, compresa la distruzione del cadavere. Il depistaggio sicuramente, ha bisogno di tecnici". 

Se non erro in questo processo non ci sono altri imputati.
"No, direi di no. Quindi se lui ha distrutto il cadavere ha agito da solo. Sono circolate molte ipotesi, dal forno crematorio del cimitero di San Giuliano Terme a quello di Pisa. Non so quanto queste piste siano state approfondite, però mi pare che non vi sia nessun elemento né indiziario né probatorio". 
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