La password della settimana è Sì! Ma non è il referendum

18 novembre 2016 ore 13:46, Paolo Pivetti
Niente paura, non stiamo parlando del referendum e della battaglia tra no e sì imperversante da quattro mesi che sembrano quattro anni o forse quattro secoli. Qui parliamo di matrimoni, dove pure quella parolina, quel tale sì, avverbio di affermazione con valore olofrastico, è importante.  Per ora, il sì dei matrimoni è l’unico in aumento in Italia, e per la prima volta dopo molti anni. E non in base a sondaggi, ma rilevato con certezza dall’ISTAT. Tanto per capire, cifre alla mano, i matrimoni, che in Italia nel 1951 erano stati 328.225, nel 1963 erano saliti a 420.300, per poi ridimensionarsi a 321.272 nel 1989, erano scesi giù giù fino ai 189.675 del 2014. Sorprendentemente, e contro ogni previsione, nel 2015 sono saliti a 194.377, dei quali 144.819 prime nozze, con un incremento di 4.612 celebrazioni di cui 88.000, cioè il 45,3%, con rito civile. Notevole aumento anche dei divorzi: 82.469, cioè il 57% in più rispetto all’anno precedente.
La notizia è passata senza lasciare tracce con la velocità di un lampo tra i tuoni persistenti e fulmini temporaleschi dell’attualità politica.
La password della settimana è Sì! Ma non è il referendum
“Ritorno al matrimonio” titola Repubblica del 15 novembre a pag.18, mentre il Corriere a pag. 20 spiega: “È il recupero di chi aveva rimandato”. A entrambi replica cinicamente il Messaggero: “Sposarsi è tornato di moda anche grazie al divorzio fast” (veloce, n.d.t.)
Al di là delle letture che se ne possono dare, l’aumento imprevisto del numero di matrimoni sembra una grande festa per un popolo che era dato fino a ieri in via di estinzione per via della denatalità. Concediamoci questa semplificazione, certamente approssimativa. In questo momento di paludosa depressione, anche un solo matrimonio in più significa una nuova famiglia sotto il cielo, e questo è comunque positivo per la conservazione della specie italica.
Se guardassimo poi la cosa da un punto di vista etimologico, la parola matrimonio dovrebbe suggerirci un ulteriore momento di trionfo della donna. Matrimonio, matrimonium in latino, è infatti strettamente collegato con la parola mater, cioè madre, proprio a riconoscere, attraverso la creazione spontanea del linguaggio verbale, sempre veritiera, che è attorno alla figura della mater che si costruisce una famiglia. Al padre, pater in latino, la lingua affida un diverso ruolo, quello di provvedere innanzitutto al patrimonium, senza del quale qualsiasi matrimonium stenta a reggersi.
Ecco come le forze materne e paterne si uniscono a formare quel tutt’uno di energia e di saldezza che permette  alla vita umana sulla terra di continuare ad essere trasmessa. Sono dunque questi, che la rilevazione Istat accerta, i soli sì  in sensibile aumento. E speriamo che continui così.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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