No Tav, 38 condanne in appello. PG: "No attenuanti sociali". Verso il ricorso

18 novembre 2016 ore 15:20, intelligo
di Stefano Ursi

Il maxi processo d'appello No Tav si chiude con 38 condanne. In primo grado le condanne erano state 47, ora la Corte ha deciso di ridurre e rideterminare le pene. Ricordiamo che il processo è relativo agli scontri in Valle di Susa dell'estate del 2011. Alcuni attivisti No Tav hanno assistito alla lettura della sentenza e al termine hanno intonato degli slogan per la Valdisusa e contro la realizzazione della Torino – Lione e un corteo è partito da fuori il Tribunale. Così il procuratore generale Francesco Saluzzo: “E' stata riconosciuta la legittimità dell'impianto accusatorio e in particolar modo – prosegue – non è stata riconosciuta agli imputati l'attenuante di aver agito per particolari motivi di valore sociale”.

No Tav, 38 condanne in appello. PG: 'No attenuanti sociali'. Verso il ricorso
Così invece uno degli avvocati della difesa, Claudio Novaro: “Questo è un piccolo passo in avanti, ma cè ancora da fare. Alcune condanne – spiega – sono state ridimensionate. Ci sono stati casi di riconoscimento di attenuanti generiche ma altre condanne restano francamente sproporzionate rispetto all'entità dei fatti e facciamo fatica a capire il motivo. Bisogna riconoscere il contesto in cui maturarono quei fatti". Relativamente ad un possibile ricorso in Cassazione : "aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza e su quelle ci muoveremo”.
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