Hiv, parte il testing week 2016: 1 su 3 non sa di essere sieropositivo

18 novembre 2016 ore 20:50, Andrea Barcariol

Parte oggi la quarta edizione dell'European Hiv-hepatitis testing week 2016. Una settimana (fino al 25 novembre) di grande mobilitazione per promuovere l’accesso facilitato ai test dell’Hiv e dell’epatite. All'iniziativa, anche in vista del World Aids Day del primo dicembre, hanno aderito la Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, offrendo test rapidi per l’Hiv in forma anonima e gratuita in nove delle proprie sedi: Bari, Cagliari, Catania, Como, Lecce, Milano, Piemonte, Toscana, Trentino. Agli interessati saranno offerti colloqui di supporto e orientamento sui temi dell’Hiv e Hcv, esplorando gli ambiti di prevenzione, salute, diritti. Inoltre, sarà offerto anche un eventuale accesso "facilitato" ai centri clinici qualora necessario.  Prevista la partecipazione di più di 400 organizzazioni, tra queste, diverse organizzazioni locali, l'Arcigay e l'Asa (Associazione solidarietà Aids).

Hiv, parte il testing week 2016: 1 su 3 non sa di essere sieropositivo
Secondo i dati di "Hiv in Europe", su due milioni e mezzo di persone con Hiv stimate in tutta l’area europea, almeno una su tre non saprebbe di essere sieropositiva. Non solo. Metà delle diagnosi sono effettuate in ritardo rispetto a quando si è contratto il virus con conseguente ritardo l'accesso alle cure che spesso ne compromette l'efficacia e impedisce di contenere l'epidemia. L'agenzia Onu Unaids indica che, per debellare il virus entro il 2030, sarà necessario raggiungere rapidamente la quota di un 90% di consapevolezza e quindi di accesso alle cure. Nel  2014,  sono  state riportate 3.695 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 6,1 nuovi casi per 100.000 residenti. Questa incidenza pone l’Italia al dodicesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea.

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