Suburra è già un cult: sbanca al botteghino e sbarca su Netflix

18 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Suburra è già un cult: sbanca al botteghino e sbarca su Netflix
Sarà la nuova piattaforma streaming Netflix, che sbarcherà in Italia il prossimo 22 ottobre, a trasmettere la serie italiana dedicata a Suburra, pellicola attualmente nelle sale che sta sbancando al botteghino.

La recensione di Intelligonews

E' un film ambizioso, forse troppo, di quelli che bisogna maneggiare con cura per non uscirne con le ossa rotte. Sollima ci riesce e anche bene. I primi 15 minuti sono pieni di luoghi comuni e di cliché, poi la storia prende corpo, ti cattura e non ti lascia più.
Visivamente potentissimo, ben recitato, scorre via nonostante qualche forzatura (l'infinita sparatoria nel centro commerciale). L'esigenza di tenere sempre alto il ritmo penalizza la sceneggiatura (qualche lacuna c'è ed è evidente) ma Sollima alla spiegazione preferisce il puro intrattenimento.

La forza di Suburra sta nei personaggi, non c'è nessun eroe positivo (come in Gomorra), nessuna etica, Alessandro Borghi, alias numero 8, (soprannonome e mestiere alla Kill Bill) è strepitoso, Amendola mai così bravo, Favino e Germano le solite certezze.
La colonna sonora (bellissima) è uno dei pilastri del film, il tema ricorda quello di Blade Runner, così come la pioggia continua che cade su una Roma dilaniata dalla corruzione, dove la moralità non esiste, politica e criminalità vanno a braccetto e il malessere è così diffuso in tutti i gangli della società da essere in grado di "uccidere".

"Non sono stato io, è stata Roma"
, spiega il "samurai" Amendola per giustificare un omicidio in quella che è diventata la frase simbolo di un film che, a quattro giorni dall'uscita, è già un cult.




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