Militari italiani in Lettonia? Le voci contro da destra a sinistra

18 ottobre 2016 ore 12:22, Andrea De Angelis
Un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia nel 2018, come parte "di uno dei quattro battaglioni dell'Alleanza atlantica schierati nei Paesi baltici". 

La corsa agli armamenti, anche se per motivi difensivi, da parte del governo moscovita continua a preoccupare particolarmente gli statunitensi, che vogliono cautelarsi. Naturalmente la reazione russa non si è fatta attendere: "La politica della Nato è distruttiva", il messaggio lanciato dagli uomini di Putin.
Nel mirino non finisce la legittimità della scelta, quanto la bontà della stessa. La ragionevole opportunità. Si moltiplicano in questo senso le voci di coloro che criticano pesantemente una decisione che potrebbe avere conseguenze nefaste non solo nei confronti dell'Italia, ma anche dell'intera Europa. Insomma, un passo come minimo azzardato secondo chi ritiene che contro la Russia sia in atto una sorta di guerra fredda 2.0.

Militari italiani in Lettonia? Le voci contro da destra a sinistra
Anche sulle pagine di IntelligoNews non sono mancate dichiarazioni che vanno in questo senso, sia da destra che da sinistra. 
Arturo Scotto, capogruppo di SI a Montecitorio, afferma nella nostra intervista: "La scelta della Nato di un contingente per quanto leggero, parliamo di 4mila uomini probabilmente distribuiti nelle repubbliche baltiche, rischia di inaugurare una nuova stagione di deterrenza come risposta alla scelta della Russia di puntare testate sula Polonia. Ci troviamo di fronte al rischio di una nuova cortina di ferro: occorrerebbe una intelligenza politica, un lavoro che metta al centro il tema del disarmo ed eviti un allontanamento sempre più forte della Russia dall’emisfero occidentale".
Simile l'opinione di Souad Sbai, giornalista ed esperta di temi internazionali. "L’Italia più che mai oggi dovrebbe giocare il ruolo di mediatore, perché se è vero che facciamo parte della Nato, non è detto che dobbiamo per forza accettare tutte le decisioni che la Nato ci impone. Anche perché forse molti non hanno ben compreso che i tempi sono cambiati e che oggi viviamo in un'altra era. Oggi il pericolo più grande è l’integralismo islamico, non è la Russia che sta combattendo l'Isis più di altri. Noi non dobbiamo prestare il fianco a questo equivoco, dobbiamo collaborare e sostenere la Russia nella lotta all'integralismo. Anche perché la maggioranza del popolo europeo e dei paesi arabi sta con Putin. La Nato sta sbagliando strategia e noi dobbiamo dirlo con forza. Ma la forza purtroppo non l'abbiamo", ha dichiarato.

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