Cosa ha fatto Firenze per la lingua italiana: la 2 giorni con Renzi

18 ottobre 2016 ore 10:44, Americo Mascarucci
"Con la legge di stabilità abbiamo investito soldi nelle scuole per l'italiano all'estero, ma serve una gigantesca scommessa culturale sul made in Italy. Se vogliamo che l'italiano sia studiato, non possiamo fermarci alla letteratura"
Così il presidente del consiglio Matteo Renzi ha aperto gli Stati Generali della Lingua Italiana nel mondo, due giorni di incontri e studi a Firenze. 
"È un numero strepitoso (due milioni e 300mila persone nel mondo) - ha detto Renzi - ma ancora molto piccolo rispetto agli altri. In Cina ci sono 54 applicazioni per studiare l’italiano ma questo percorso non può essere giocato sulle leggi dei grandi numeri. Dove sta allora la chiave di un possibile sviluppo? In un grande investimento sull'Italia nel mondo: è vero che siamo solo 60 milioni, ma nella graduatoria dei marchi commerciali l’italiano è la seconda lingua utilizzata - ha proseguito - questo da una parte implica dei problemi perché si definisce con espressione italiana anche ciò che italiano non è. Ne facciamo le spese nel campo agroalimentare: il parmesan contro il parmigiano. Accanto a questo aspetto problematico ci sono anche dei lati da sfruttare. Nel marchio italiano è contenuta un’evocazione di bello che è positiva dal punto di vista commerciale. È la stessa ambivalenza che è contenuta nella parola crisi, momento di difficoltà ma anche di opportunità". 

Cosa ha fatto Firenze per la lingua italiana: la 2 giorni con Renzi
Importante il lancio del nuovo "Portale della Lingua Italiana nel mondo", punto di riferimento per chi studia e insegna, ma anche strumento di monitoraggio e di analisi. 
Il vice ministro degli Esteri, Mario Giro, ha insistito, poi, sul potere culturale dell’Italia:
"Uscire dalle incertezze indotte dalla globalizzazione, abbracciare il mondo con la lingua dell'umanesimo: l'italiano, quello della grande bellezza, del creativo, del dialogo, del pluralismo, dell'appartenenza culturale. L'Italia è una grande potenza culturale, spesso ancora troppo inconsapevole".
Oltre al presidente della Rai, Monica Maggioni, e al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, sono intervenute grandi imprese italiane, che hanno mostrato la forza comunicativa e pubblicitaria della lingua di Dante. 
Un dato su tutti: l’italiano è la seconda lingua più utilizzata nei marchi commerciali.

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