Voucher: Ispettorato indica la mail ma dimentica il numero Sms

18 ottobre 2016 ore 15:33, Luca Lippi
Finalmente c’è la circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che fornisce indicazioni precise e operative per adempiere i nuovi obblighi di comunicazione per il lavoro accessorio.  
Con la circolare n. 1 del 17 ottobre 2016, l’Ispettorato ha fornito le indicazioni sull’unica modalità per adempiere all’obbligo di comunicazione per il lavoro accessorio retribuito con Voucher, è quella dell’invio della e-mail al solo indirizzo di posta elettronica appositamente creato per ciascuna sede territoriale dell’Ispettorato, secondo la struttura Voucher.
Sedeterritoriale@ispettorato.gov.it. 
Infine, anche se la circolare non si occupa di tale aspetto, appare legittimamente argomentabile la possibilità di adottare il provvedimento di sospensione dell’attività.
Forma e contenuto dell’adempimento
L’adempimento deve essere effettuato almeno un’ora prima dell’effettivo inizio della singola prestazione di lavoro accessorio, la Circolare n. 1/2016 dell’Inl evidenzia espressamente che oltre alla e-mail di comunicazione preventiva attuativa dell’art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015, come emendato dal D.Lgs. n. 185/2016, resta fermo anche il già previsto obbligo da parte del committente di dichiarazione di inizio attività nei confronti dell’Inps da effettuarsi con le modalità già in essere (v. nota ML 25 giugno 2015, n. 3337 e Circ. Inps n. 149/2015).
Il decreto correttivo, per i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, sembra rendere obbligatoria una comunicazione singola ed individuale per ciascuna prestazione giornaliera di lavoro accessorio, facendo realisticamente un passo avanti verso la effettiva tracciabilità delle prestazioni lavorative rese con voucher.

Voucher: Ispettorato indica la mail ma dimentica il numero Sms

Nello specifico la Circolare n. 1/2016 dell’Inl chiarisce che la comunicazione in questione andrà effettuata:
- per gli imprenditori non agricoli e per i professionisti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione e dovrà riguardare ogni singolo lavoratore che sarà impegnato in prestazioni di lavoro accessorio e dovrà indicare:
1) i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;
2) il luogo della prestazione;
3) il giorno di inizio della prestazione;
4) l’ora di inizio e di fine della prestazione.
Mentre con riferimento agli imprenditori agricoli entro lo stesso termine di 60 minuti prima dell’avvio della prestazione dovrà essere effettuata la comunicazione che dovrà indicare:
1) i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;
2) il luogo della prestazione;
3) la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro nella Circolare obbliga anche di comunicare qualsiasi variazione rispetto alle comunicazioni già effettuate (“dovranno essere comunicate anche eventuali modifiche od integrazioni delle informazioni già trasmesse”) e anche tali comunicazioni integrative o correttive “dovranno essere inviate non oltre i 60 minuti prima delle attività cui si riferiscono”.
Ricrdiamo che già nelle settimane scorse si ara sottolineata la poca chiarezza nel testo del D.Lgs. n. 185/2016 se il nuovo obbligo di comunicazione preventiva trovasse immediata applicazione giacché lo stesso non era definito sul profilo tecnico in sede amministrativa con provvedimento contenente numero telefonico dedicato per sms e specificazione dell’indirizzo e-mail istituzionale da utilizzare.
In questa prospettiva la Circolare n. 1/2016 dell’Inl afferma esplicitamente che, nelle more della adozione del decreto ministeriale cui l’art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 rinvia, la stessa circolare dell’Ispettorato rappresenta le modalità, condivise con il Ministero, “per adempiere ai nuovi obblighi di legge”, con ciò significando una obbligatorietà certa per l’adempimento a far data dal 17 ottobre 2016. Sul punto la stessa circolare espressamente afferma che con il decreto ministeriale, “al termine quindi della creazione di una infrastruttura tecnologica in grado di semplificare il più possibile i nuovi obblighi di comunicazione”, verrà definito l’utilizzo del sistema di comunicazione tramite sms ovvero saranno anche introdotte “ulteriori modalità applicative della disposizione”.
Sanzioni
Nel sostituire l’intero terzo comma dell’art. 49 del D.Lgs. n. 81/2015, il decreto correttivo sancisce che per ciascun lavoratore accessorio per il quale sia stata omessa la comunicazione preventiva venga applicata una sanzione pecuniaria amministrativa da euro 400 ad euro 2.400, rispetto alla quale viene esclusa la possibilità di applicare la procedura di diffida precettiva di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004.
Ne deriva, dunque, che il committente di lavoro accessorio imprenditore non agricolo o professionista che non provvede alla comunicazione (contenente anche l’ora di inizio e fine) almeno un’ora prima dell’avvio della prestazione di lavoro accessorio ovvero il committente agricolo che nello stesso termine non comunica le prestazioni dei tre giorni successivi, per estinguere l’illecito amministrativo, sarà ammesso al pagamento della sanzione in misura ridotta(art. 16 della legge n. 689/1981), nella misura pari a 800 euro per ciascun lavoratore per il quale risulta omessa la comunicazione.
In ogni caso, quale utile indirizzo operativo per le attività ispettive in materia di adempimento dell’obbligo di comunicazione, l’Inl nella Circolare n. 1/2016 raccomanda che il personale ispettivo deve tenere “in debito conto, in relazione alla attività di vigilanza sul rispetto dei nuovi obblighi, l’assenza di indicazioni operative”, nel periodo tra l’8 ottobre (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016) e il 17 ottobre 2016 (data di pubblicazione della circolare).
La maxisanzione contro il sommerso?
La previsione di una esplicita sanzione amministrativa per la violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva per l’utilizzo dei voucher, riduce fortemente (quasi azzera) la possibilità di applicare la maxisanzione contro il lavoro sommerso nei casi di omessa comunicazione come, invece, accadeva con il testo originario del D.Lgs. n. 81/2015.
Già la Circolare n. 4/2013 del Ministero del Lavoro, infatti, richiamava la centralità della comunicazione preventiva ai fini della regolarità della prestazione e per non incorrere nella maxisanzione, la quale andava applicata dagli Ispettori del lavoro quando mancasse la comunicazione preventiva (all’Inps nello scenario normativo precedente alla circolare), perché si trattava di una ipotesi di non sussistenza del “titolo” che legittimava l’utilizzo del lavoro accessorio, pertanto la prestazione resa doveva considerarsi “in nero”, in quanto si aveva una “prestazione di fatto, non censita preventivamente” dalle strutture pubbliche chiamate a vigilare sulla corretta attuazione dell’istituto.
Con il nuovo testo dell’art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015, invece, nessuna maxisanzione potrà essere applicata con riferimento al solo omesso adempimento dell’obbligo di comunicazione preventiva all’Ispettorato territoriale del lavoro, se non quando manchino sia la comunicazione preventiva alla sede territoriale dell’Ispettorato (vale a dire alla Dtl) sia la dichiarazione di inizio attività all’Inps.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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