Springsteen, vita in 500 pagine: dal padre alla depressione "mi cura la musica"

18 ottobre 2016 ore 16:37, Americo Mascarucci
Bruce Springsteen ha presentato a Londra la sua autobiografia "Born to run" dove racconta anche il suo complicato rapporto con un nemico insidioso come la depressione. 
Un male che l'artista ha iniziato a conoscere in tarda età ma che sostiene di riuscire a contrastare proprio grazie alla forte energia della musica.
Il libro è stato presentato alla stampa presso l’Institute of Contemporary Art di Londra ed è già un grande successo letterario al punto che c'è chi ironicamente ha commentato che, dopo Bob Dylan, anche Springsteen potrebbe essere insignito del prestigioso premio Nobel per la Letteratura. 
Ipotesi che sembra non entusiasmare affatto il cantante che si dichiara soddisfatto di ciò che la vita gli ha già riservato. 
"Non mi serve proprio vincere un Nobel" taglia corto.
Un libro lungo ed articolato che supera le 500 pagine in cui Springsteen si racconta al pubblico.
Springsteen, vita in 500 pagine: dal padre alla depressione 'mi cura la musica'
Un libro che raccoglie i diari di un'esistenza e che Bruce ha deciso di raccogliere e pubblicare "per lasciare un ricordo ai miei figli"
"Penso che la gente possa essere curiosa di conoscere le storie vere su cui spesso poggia l’immaginario di una canzone – ha detto Springsteen - È stato strano mettere la parola fine ad un lavoro di sette anni e non imbarcarmi in una tournée per presentarlo alla gente come avviene con i dischi".

La depressione, il grande male del cantante: "Per molto tempo ho pensato che facessi concerti così lunghi proprio per finire esausto. Quando sei esausto, non puoi essere depresso perché la depressione, in fondo, ha bisogno di energia. Dopo un concerto lunghissimo, non inizi a farti ossessivamente tutte quelle irragionevoli e improduttive domande da cui nasce questa malattia. Mi sento ancora il fisico di quando avevo quarant’anni, quindi non vedo motivo per smetterla con i concerti. Suonare mi lascia svuotato e allevia il mio malessere".
Della serie, la depressione non vincerà.
 C'è spazio anche per parlare del rapporto conflittuale con il padre:
"Non ho scritto questo libro per regolare i conti con mio padre. Anche se concordo con TBone Burnett quando dice che gran parte del rock’n’roll è condizionato dalla relazione padrefiglio".
Infine non è mancato un riferimento alle origini italiane della sua famiglia: "Vorrei sempre andare a Vico Equense dove c'è ancora la loro casa e ci sono i miei lontani parenti. Non ho mai tempo. Non ce l'ho fatta neanche quando sono venuto a suonare a Napoli, accidenti".

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