Riparazioni (e battaglie) Navali: Patia e Toti contrari al trasferimento

18 ottobre 2016 ore 16:42, Lucia Bigozzi
Giù le mani dalle Riparazioni Navali: è il messaggio che arriva dalla Liguria a chi paventa il rischio o l’intenzione di delocalizzare. A dare l’altolà a qualsiasi tipo di opzione che possa comprendere la decisione del decentramento, è il governatore Giovanni Toti che ha incontrato i duecento lavoratori delle Riparazioni Navali del Porto di Genova che hanno protestato “invadendo” l’Aula del consiglio regionale. Toti non ci gira intorno: “Non credo che qualcuno possa mai pensare che questa giunta e il presidente Toti potrebbero mai seguire un tipo di ambientalismo peloso e un po’ populista che ha portato tanta povertà in questa regione, nessuno sviluppo e l’ha pure devastata. Ben venga questo chiarimento anche se per quanto mi riguarda non è necessario: per me le Riparazioni Navali erano sono e restano nel porto di Genova lì dove si trovano. Non ho mai pensato e mai penserò nulla di diverso. Su questo non esiste e non è mai esistita discussione”. 

Quindi il presidente della Regione Liguria conferma che “il Blue Print e l’espansione delle Riparazioni Navali costituiscono un piano strategico per il rilancio del porto: queste sono le indicazioni che questa Giunta darà al nuovo presidente dell’Autorità Portuale e alla nuova governance di sistema che mi auguro sarà nominata nei prossimi giorni”. Dunque la Regione mette i paletti sul rischio-delocalizzazione dello stabilimento genovese la cui vicenda è stata al centro del consiglio regionale dove la capogruppo del Pd Raffaella Paita, ha sottolineato che “il Pd è contrario a qualsiasi ipotesi di
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 trasferimento di questa attività. Di fronte a un clima di incertezza lavorativa, non possiamo perdere un'eccellenza come questa. Per rafforzare tale posizione il Pd ha presentato un documento, che chiede investimenti e certezze occupazionali per la Riparazioni Navali”. 

La preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento è forte, e la Paita non a caso ha ribadito che “con la Riparazioni Navali abbiamo dato un esempio mondiale della nostra grande professionalità, grazie alla demolizione della Concordia. Mettere in discussione quest'attività (come hanno fatto i Cinque Stelle) è pura follia”. A proposito dei 5Stelle che hanno votato a metà la risoluzione del consiglio regionale, Paita aveva chiesto loro di ritirare la proposta ‘alternativa’ perché c’è la necessità di “uscire da questo Consiglio con una posizione compatta e unanime in difesa del lavoro e delle Riparazioni Navali”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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