Marcigliano (geopolitico): "L'Isis non è stato mai davvero imbattibile. Usa-Turchia e Iran si 'spartiranno' l'Iraq"

18 ottobre 2016 ore 16:07, Americo Mascarucci
"In Iraq è stato raggiunto un accordo fra Usa-Turchia e Iran. E ancora ""L'Isis non è stato mai davvero imbattibile"... 
Tanti spunti dal giornalista Andrea Marcigliano esperto di geopolitica internazionale che ad Intelligonews illustra la sua chiave di lettura su quanto sta avvenendo in Medio Oriente.

A Mosul l'Isis avrebbe le ore contate, la coalizione internazionale starebbe per sferrare l'attacco finale. Come mai soltanto ora dopo mesi in cui sembrava che le milizie del Califfato fossero imbattibili?

"L'Isis non è stato mai davvero imbattibile, o meglio si pensava lo fosse per il semplice motivo che fino ad oggi ha avuto contro l’esercito iracheno del tutto impreparato ed inconsistente. Un esercito che militarmente non esiste. Ora la situazione sta cambiando semplicemente perché le milizie del Califfo devono fronteggiare gli attacchi congiunti delle milizie sciite inquadrate nelle forze speciali iraniane, quelli dei peshmerga curdi di Barzani alleati della Turchia, quelli dell'esercito turco e degli Usa. Ciò oggi è possibile perché questi gruppi hanno raggiunto un accordo".

Accordo di che tipo?

"Suppongo che l'intesa raggiunta riguardi il futuro dell'Iraq, o meglio la sua spartizione. Spartizione che dovrebbe essere più o meno questa: il kurdistan curdo verrebbe assegnato ai peshmerga di Barzani che a differenza dei curdi siriani sono alleati della Turchia di Erdogan; la zona di Mosul e il cosiddetto triangolo sunnita andrebbero ai sunniti iracheni sotto la supervisione di Ankara; la parte sud di Bassora che è sciita verrebbe invece assegnata all'Iran. E' evidente che l’amministrazione Obama ha trovato un accordo con gli ayatollah di Teheran".

C'entra qualcosa lo scontro con la Russia in Siria?

"No, Siria e Iraq sono due realtà diverse, Putin non ha nessun interesse in Iraq. Certo che Obama sta cercando di uscire dalla crisi irachena nel migliore dei modi visto che con i suoi fallimentari e confusi piani di ritiro ha creato il caos".

Si andrà ad un conflitto armato fra Usa e Russia?

"No, questo rischio lo ritengo molto improbabile. Qualche rischio potrebbe presentarsi nel caso in cui diventasse presidente degli Stati Uniti Hillary Clinton ma non ritengo realistico lo scenario di una guerra. La Clinton è molto aggressiva, da segretario di stato ha scatenato la guerra in Libia e in Siria. Con lei alla Casa Bianca le tensioni aumenteranno, tanto con la Russia che con la Cina. Tuttavia diversamente dai tempi della guerra fredda oggi molte aziende americane hanno interessi economici e finanziari in Russia e viceversa. Interessi enormi che nessuno intende compromettere. Credo che si potranno raggiungere forti momenti di tensione che si concretizzeranno però con imposizioni di sanzioni reciproche e giochi di alleanze. Basti pensare che fino ad un anno fa la Turchia era ai ferri corti con la Russia e oggi Putin ed Erdogan si stanno riavvicinando sempre di più soprattutto sul piano energetico. La Russia costruirà un gasdotto che passerà per il territorio turco e in più Mosca fornisce tecnologia militare alla Turchia che è un Paese Nato. Mentre l'America fornisce tecnologia militare ai curdi siriani che sono in lotta con Erdogan. Una partita a scacchi quella fra Russia e Usa che vedrà continui cambi di strategie e alleanze ma che sono certo non sfocerà in una guerra. Tutto però ripeto dipenderà da chi abiterà la Casa Bianca nei prossimi anni"
Marcigliano (geopolitico): 'L'Isis non è stato mai davvero imbattibile. Usa-Turchia e Iran si 'spartiranno' l'Iraq'



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