Ciocchetti: «Io con Alemanno e la Meloni per il nuovo centrodestra. Ecco il manifesto del riformismo conservatore»

18 settembre 2013 ore 12:28, Francesca Siciliano
Ciocchetti: «Io con Alemanno e la Meloni per il nuovo centrodestra. Ecco il manifesto del riformismo conservatore»
La notizia si diffonde velocemente sui social network e su alcuni quotidiani, giunge perfino sulle pagine virtuali di Wikipedia: Luciano Ciocchetti, ex uddiccino, è passato in Fratelli d'Italia, pare l'abbia deciso dopo essere stato ospite ad Atreju. Ma è tutto vero? IntelligoNews raggiunge al telefono il diretto interessato che... Luciano Ciocchetti, ma è transitato in Fratelli d'Italia? «Ma no. Con il movimento regionale che ho fondato lo scorso luglio (Idee popolari, ndr) abbiamo aderito alla proposta di Fratelli d'Italia di intraprendere comune, che si chiama Officina per l'Italia. Diciamo che loro (FdI, ndr) sono i “genitori” di questo percorso, ma saremo in tanti ad aderirvi». Prossimi passi? «Scriveremo le regole di “convivenza interna” e un manifesto di sintesi tra le diverse posizioni. Mi auguro che questo porti a fare un soggetto politico unico, rappresentativo di tutte le diverse anime politiche, sociali e culturali del centrodestra, alternative alla sinistra». In concreto il progetto qual è? «Un partito di centrodestra democratico e fondato sulle regole. All'interno del quale si facciano le primarie e dei Congressi. E in cui ogni iscritto può partecipare attivamente. Vogliamo dare un colpo di spugna ai partiti leaderistici». Fa riferimento al Pdl? «Non solo: faccio riferimento a tutti quei partiti che hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni della vita politica italiana». Quindi non avrete un'unica leadership? (ride) «Non potrà non avere delle leadership. Ci sono moltissime persone che stanno lavorando a questo progetto e che potrebbero ricoprire quel ruolo. Giorgia Meloni in primis: è una giovane donna popolare, radicata sul territorio e in grado di riscoprire la tradizione dell'organizzazione territoriale (propria dei partiti della prima repubblica)». Faccia qualche esempio concreto: quali saranno le vostre proposte? «Il partito dovrà essere popolare e territoriale. Riformista in politica economica e in politica sociale (questo Paese ha bisogno di profonde riforme strutturali per ridare futuro ai giovani); conservatore sui valori di riferimento (sulla famiglia e sul matrimonio tra uomo e donna ad esempio)». Chiedo a lei in quanto ex esponente Udc: questa nuova destra sta nascendo in risposta alla nuova Forza Italia? «Tutto questo in risposta al bisogno di una politica nuova, diversa e democratica. Basta con questi leader che decidono tutto! Personalmente, arrivato a questo punto della mia vita politica, vorrei far crescere una nuova classe dirigente, non mi interessa dar “risposte” a nessuno». Possiamo dire che Ciocchetti si è spostato a destra? «Assolutamente no. Non sono credibile come soggetto di destra, perché la mia storia parla da sola. Sono alternativo alla sinistra (e lo ero fin da quando ero nella Dc). Sono di centrodestra e credo che la moderazione, il centro e il bene comune siano fondamentali. Io non mi sposto a destra, ma voglio costruire qualcosa di nuovo. Tra l'altro mi sembra che anche la Meloni, Crosetto e Rampelli non vogliano rifare una partito di destra, altrimenti avrebbero accettato le proposte di rifondare An. Vede, la prossima settimana ci saranno le elezioni in Germania e lì si andrà di nuovo verso la Grosse Koalition perché in quel Paese c'è un bipolarismo maturo (Cdu-Csu da un lato a volte alleato con i liberali da un lato, i socialisti dall'altro) dove c'è rispetto e alternanza di governo. E nel caso di situazione di emergenza si fanno anche governi di unità nazionale. Mi auguro che il nuovo progetto che andremo a varare possa concorre alla creazione di un sistema maturo, come quello tedesco». Perché qui in Italia le Larghe Intese non funzionano? «Giorgia Meloni e Guido Crosetto sono convinti che le Larghe Intese non possano funzionare. Io guardo moltissimo all'esempio tedesco. Ma il problema italiano è quello della guerra tra berlusconiani e anti-berlusconiani. In quest'ottica non si può fra nulla, il clima è troppo teso e non si riescono a dare risposte al Paese». Stando a quello che dovrebbe accadere nelle prossime ore e nelle prossime settimane, Berlusconi non si ricandiderà più: crede che nella prossima legislatura le Larghe Intese funzioneranno? «Berlusconi resterà ugualmente perché guiderà Forza Italia che senza di lui non esisterebbe. Non credo siamo giunti nell'era del postberlusconismo...».          
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