Scozia, cosa succederà in caso di vittoria dei "sì" o dei "no"

18 settembre 2014 ore 12:03, Andrea De Angelis
In queste ore oltre quattro milioni di scozzesi si stanno recando alle urne. I dati sull'affluenza non sono ovviamente ancora noti, ma le previsioni parlano di record assoluto per il Paese: oltre l'80% degli aventi diritto al voto esprimerà la sua preferenza.   

Scozia, cosa succederà in caso di vittoria dei 'sì' o dei 'no'

Un referendum che dai costituzionalisti (vedi la nostra intervista al professor Ceccanti) è stato definito un "atto totalmente politico", ma verso il quale con il passare delle settimane è aumentata esponenzialmente l'attenzione del mondo intero.  A dimostrazione di questo anche l'appello del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, affinchè il Regno Unito resti tale (e non #RegnodisUnito come si scrive in modo virale sui social). La natura politica dello strumento si evince anche dalla modalità del voto che ha escluso dalla consultazione gli scozzesi residenti all'estero, ovvero un milione di persone, circa un quinto dell'elettorato. Una decisione che mina la veridicità dello stesso, aprendo invece ai cosiddetti "nuovi scozzesi", tra i quali ci sono anche centinaia di italiani e migliaia di inglesi. 

Ma cosa accadrà da domani? Analizziamo lo scenario in caso di vittoria dei no...

regina-elisabetta-1) Politicamente parlando il Regno Unito si rafforzerà come mai prima d'ora, avendo mostrato al mondo la capacità di mettere a rischio la propria unità pur di concedere ai cittadini di esprimere liberamente la propria intenzione. Un bagno di democrazia, insomma, da far invidia a mezzo mondo. 2) La Scozia avrà comunque maggiore autonomia. Lo hanno promesso infatti i tre maggiori partiti britannici, nonostante dai numerosi sondaggi realizzati a Londra emerga che i cittadini siano assolutamente contrari a dare alla Scozia più controllo sulle proprie finanze, sul welfare e sulle tassazioni, quasi tutto al di là della difesa e degli affari esteri. Da non escludere allora l'ipotesi che ai deputati scozzesi venga vietato di votare leggi che riguardano la sola Inghilterra. 3) Di conseguenza anche Galles e Irlanda del Nord chiederanno di ricevere lo stesso trattamento, non accettando di essere considerate sorelle minori. Il bagno di democrazia, dunque, potrebbe rivelarsi una doccia fredda...   In caso di vittoria dei sì ecco invece cosa succederà...  

scozia

1) La Scozia si terrebbe i proventi fiscali dall'estrazione delle ingenti risorse petrolifere del mare del Nord, creando un clima di sfiducia che si verrebbe a creare sulla sterlina e sui titoli di stato britannici. Non a caso le due maggiori banche inglesi (Lloyds banking e Royal Bank of Scotland) hanno fatto sapere la settimana scorsa che si stanno preparando a trasferire la loro sede principale da Edimburgo a Londra in caso di sconfitta degli unionisti. 2) Il dibattito sulla moneta, che andrà avanti almeno fino al 2016. Salmond, leader dei nazionalisti, vuole continuare a usare la sterlina, ma da Westminster è arrivato un secco rifiuto. Le alternative sarebbero l'utilizzo della sterlina in maniera non formale - così come El Salvador ed Ecuador usano il dollaro - o l'entrata nell'Euro.  3) Il premier David Cameron potrebbe essere costretto a dare le dimissioni, ma anche se riuscisse a resistere, sarebbe certamente penalizzato (con tutto il partito) in vista delle elezioni di primavera 2015.   
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