Scozia, Ceccanti: "La secessione è un assurdo, voteranno anche gli italiani"

18 settembre 2014 ore 14:24, Andrea De Angelis
La Scozia è chiamata al voto per decidere se il Regno Unito rimarrà tale. Una questione prettamente politica secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti, con il quale IntelligoNews ha parlato anche del voto non concesso agli scozzesi all'estero e delle possibili ripercussioni in Europa...  
Scozia, Ceccanti: 'La secessione è un assurdo, voteranno anche gli italiani'
Gli scozzesi che vivono all'estero non potranno partecipare al referendum, come commenta questa decisione politica che riguarda circa un milione di persone? «Tutta la vicenda è di natura politica, non giuridica. In termini costituzionali la secessione è un assurdo, nel senso che la Costituzione è innanzitutto garanzia di unità e di conseguenza esclude l'idea di secessione.  Per superare questo serve una forza politica che rompa l'equilibrio costituzionale preesistente, è come se si fa una resistenza a un regime: questo tenterà di reprimerla, ma se non ci riesce il regime cade.  Gli scozzesi dunque hanno avuto la forza di fare un referendum, ma è un atto tutto politico». L'aver escluso chi vive fuori da quei confini è dunque una scelta strategica, considerando che mezzo milione di "nuovi scozzesi" sarà invece chiamato alle urne, compresi decine di migliaia di inglesi? «Anche numerosi italiani che vivono lì voteranno. Ribadisco che è tutta una scelta politica, non vi è razionalità giuridica interna, ma un mero atto di forza che presuppone anche la scelta dei criteri di voto». La Scozia può diventare modello per altre realtà europee? «Il punto è che in Scozia non vi è una Costituzione scritta, inoltre il Governo ha lasciato correre pensando che i "no" avrebbero vinto facilmente. Già nel caso della Catalogna non siamo in questo schema, perché lì se arriverà una legge regionale per indire un referendum sarà bloccata dal Governo nazionale dicendo che è incostituzionale». Potremmo però avere in futuro atti di forza... «Certamente, è un problema politico. Se in alcune zone ci sarà la forza di secedere ciò avverrà». Gli appelli che arrivano da parte di altri Stati, non ultimo quello di Obama che ha definito il Regno Unito un partner importante, forte e robusto, possono essere considerati ingerenze? «Ormai tutti ci ingeriamo, il mondo è interdipendente e dunque trovo inevitabile che ciò accada».  
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