Camorra a Napoli, bufera sulla Bindi che tira dritto: "Molta ipocrisia in giro"

18 settembre 2015, intelligo
Camorra a Napoli, bufera sulla Bindi che tira dritto: 'Molta ipocrisia in giro'
A Napoli "la camorra è un dato costitutivo della città". Apriti cielo, parole che sono costate care alla Presidente  della commissione Antimafia Rosy Bindi. 

Camorra e poteri criminali come dato di fatto, realtà connaturata, di quella terra? Risponde al Corriere del Mezzogiorno spiegando perché tante reazioni negative: "Parlare di mafia provoca un certo rifiuto, lo so. Dovremmo ricevere ringraziamenti e invece parte del ceto dirigente vorrebbe rimuovere i problemi senza risolverli, per questo cede al negazionismo. Poi si avvicinano le elezioni amministrative, figuriamoci. Ma la vigilanza popolare è tutt’altro che spenta. Basta dare un’occhiata ai sondaggi o seguire un dibattito dal vivo o in Tv".

E pensare, lo dice lei stessa, che "le stesse cose le ha ripetute in audizione anche il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. C’è molta ipocrisia in giro"...

Talmente tanta ipocrisia che non si parla tanto delle "nuove mafie", da quelle straniere a quella Capitale: "Ci sono le mafie straniere - avverte - c’è la questione romana, che è assai grave, come emerge dalle inchieste. E c’è il fatto che l’espansione al Nord dei poteri criminali non ha affatto ridotto, come qualcuno si era illuso, il loro radicamento al Sud. Qui le mafie godono ancora di una autorevolezza sociale impressionante. Ed è qui che lo Stato deve intervenire pretendendo il rispetto per la legge e rispettando a sua volta i diritti dei cittadini: alla sicurezza, all’educazione, alla salute e al lavoro. Lo Stato non può più permettersi, dopo 150 anni, di lasciare indietro il Sud".

Ma davvero si macchiettizza il Paese parlando di mafie come ha detto Renzi? "È una frase che non mi piace. Voler bene all’Italia - risponde - vuol dire chiamare i problemi con il loro nome. Do atto a Renzi degli sforzi compiuti. È vero che l’Italia si sta rimettendo in moto. Ma senza lotta all’illegalità rischiamo una ripresa drogata. Garantire la libera concorrenza: ecco cosa ci ha chiesto il governatore di Bankitalia per attrarre investimenti al Sud".

(m.m.)


autore / intelligo
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