L’Ue dice sì alle quote: 120mila rifugiati dall'Italia e dalla Grecia

18 settembre 2015, Americo Mascarucci
L’Ue dice sì alle quote: 120mila rifugiati dall'Italia e dalla Grecia
Il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza (370 sì, 134 no, 52 astenuti) la proposta della Commissione, per il ricollocamento “urgente” di 120 mila rifugiati da Italia, Grecia ed Ungheria. 

“Era ora”, sarebbe proprio il caso di affermare visto quello che sta avvenendo in mezza Europa con centinaia di profughi respinti alle frontiere e trattati alla stregua di “pacchi postali”. Una proposta intorno alla quale però fino all’ultimo ha regnato lo scetticismo. Non è un caso che il portavoce della Commissione europea Mina Andreeva si era affrettata a smentire le voci di segno opposto spiegando: “La Commissione Ue non rinuncia all'obbligatorietà sulla proposta di ricollocare 120mila profughi. Difendiamo la nostra proposta, pertanto gli articoli dei media che suggeriscono il contrario sono falsi”. 

Intanto non si raffredda la tensione fra la Ue e l’Ungheria in seguito al “pugno duro” utilizzato dal governo di Budapest nei confronti degli immigrati. Anche l’Ungheria avrebbe potuto beneficiare dell’iniziativa, ma il commissario Ue all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha affermato di voler rispettare le decisioni del premier Viktor Orban: “So che l’Ungheria non si considera tra i Paesi in prima linea e rispetto la vostra posizione. Chiedo tuttavia che si possa andare avanti nell’alleviare la pressione su Grecia e Italia”. 

Il commissario Avramopoulos, in una conferenza stampa da Budapest con i ministri dell'Interno e degli Esteri ungheresi, Sandor Pinter e Peter Szijjarto, ha sottolineato che “i muri sono soluzioni temporanee, e in più dirottano i flussi e accrescono la tensione. Lavoreremo collettivamente per proteggere i confini Ue”. Come dire; basta tensioni e soprattutto basta minacce contro l’Ungheria, è arrivato il momento di tornare a lavorare tutti in un’ottica europeista, sfuggendo da logiche localistiche e da interessi nazionalistici. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, intervistato al riguardo, ha dichiarato “di non riuscire a vedere come le proposte ungheresi – tra cui il finanziamento di nuovi campi profughi in Turchia, Giordania e Libano – possano risolvere sul lungo periodo la crisi”.
Entrando più nello specifico la proposta prevede che 15600 richiedenti asilo dall’Italia, 50400 dalla Grecia e 54000 dall’Ungheria vengano distribuiti negli altri Paesi membri. Cifre che si sommerebbero a quelle del trasferimento di altre 40mila persone già ratificato dal Parlamento.

In Italia il voto del Parlamento Europeo sulla ricollocazione dei 120 mila profughi ha scatenato, com’era prevedibile, le proteste di una Lega Nord sempre più decisa a soffiare sul fuoco della proposta. “Mentre anche oggi si aggiungono ulteriori morti alla triste somma delle vittime del buonismo annegate nel Mediterraneo, la sinistra seguendo la strada tracciata da Renzi non trova di meglio che attaccare la Lega diffondendo menzogne”. 

Così su Facebook il vice presidente del Senato Roberto Calderoli. “I nostri rappresentanti a Bruxelles, unici tra tutti gli europarlamentari italiani, hanno votato contro l’ennesima truffa ai danni degli italiani: a fronte di centinaia di migliaia di clandestini in arrivo, l'accordo - sottolinea l’esponente del Carroccio - prevede di distribuirne negli altri Paesi solo 15mila 600 nei prossimi due anni... e tutti gli altri? E quelli che sono già qui? Forse tra qualche anno, quando ormai sarà tardi, chi oggi ha votato a favore si renderà conto di cosa abbia combinato e cambierà idea, proprio come ha fatto l'Onu con l'affondamento dei barconi, altro tema sul quale siamo stati derisi e attaccati stupidamente dagli stessi che oggi ci accusano addirittura di non volere il ricollocamento dei profughi”, conclude Calderoli. 

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