Hendrix 45 anni dopo: così il rock omaggia il leggendario chitarrista

18 settembre 2015, intelligo
Hendrix 45 anni dopo: così il rock omaggia il leggendario chitarrista
A 45 anni dalla sua morte il suo nome conserva ancora l'alone della leggenda. Jimi Hendrix, scomparso il 18 Settembre 1970, a soli 28 anni, rimane certamente uno delle figure di riferimento della storia del rock. Per molti rimane il migliore chitarrista che si sia mai visto su un palco, travolto da una vita vissuta senza freni che lo portò a una tragica fine.

L’artista, infatti, fu trovato morto dalla sua compagna mentre era in una stanza del Samarkand Hotel di Londra: morte per soffocamento, dovuto al vomito. Si è molto dibattuto sulle cause, sulla possibilità di salvarlo, così come lo si è fatto sull’eredità, musicale e materiale che ha lasciato. Perfino Carlo Verdone, in "Maledetto il giorno che ti ho incontrato", ha affrontato il tema della misteriosa scomparsa dell'artista di Seattle che ha completamente mutato l’approccio alla chitarra elettrica trasformandola in uno strumento selvaggio, magari da maltrattare e distruggere a fine esibizione. La sua Fender Stratocaster è diventata un simbolo, suonata coi denti, i gomiti, strofinata contro l’asta del microfono o contro le casse alla ricerca del feedback più corrosivo.

Hendrix spinse la distorsione ai massimi livelli conservando però potenza e delicatezza. Tra i brani più famosi  “Hey Joe” e “Purple Haze“, cui fecero seguito un paio di tour, nel corso dei quali l’entourage del chitarrista alimentò l’immagine di Hendrix quale personaggio mefistofelico, dedito alle più estreme esperienze di droga e sesso. Un'immagine che, 45 anni dopo, è rimasta indelebile nel popolo del rock.



autore / intelligo
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