Kyenge-Calderoli, l’ex ministro accusa il Pd: "Ora tutto è possibile"

18 settembre 2015, intelligo
Kyenge-Calderoli, l’ex ministro accusa il Pd: 'Ora tutto è possibile'
Non lascia il Pd ma al suo partito chiede “una seria riflessione”. E per rilanciare il concetto conia l’hasthag #IoVadoAvanti”. 

L’ex ministro, oggi europarlamentare Cecile Kyenge, spiega su Twitter come e dove il Pd non ha funzionato come doveva, o come lei si aspettava. Il riferimento è alla querelle nata dopo la decisione di Palazzo Madama che ha votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del senatore della Lega Nord Roberto Calderoli per istigazione all’odio razziale. La storia risale al 2013 e destò molto scalpore: in occasione di un comizio, Calderoli paragonò l’esponente dem a un “orango”. 

La Kyenge non si aspettava quel voto dal suo partito e non ha mancato di farlo sapere nell’intervista a Repubblica nella quale non escludeva addirittura l’addio al partito. Posizione rivista e corretta sul suo sito dove in sostanza scarta l’estrema ratio ma rilancia la critica: “I parlamentari del Pd che hanno votato così – scrive - dovranno risponderne alla propria coscienza”. Poi domanda ai suoi colleghi se si siano realmente resi conto dell’effetto che il voto avrà sull’opinione pubblica e soprattutto sui giovani, perché secondo l’ex ministro con questo voto “mandiamo un messaggio devastante”. 

I senatori dem hanno fatto “una scelta grave”: per la Kyenge si tratta infatti di un “caso di razzismo”. Non bastano le scuse di Calderoli nei confronti della Kyenge e se qualcuno del Pd ha ritenuto che fossero sufficienti, per lei “forse ha sbagliato davvero posto”. Non entra nel merito dei rumors che associano il voto del Pd al ritiro, da parte di Calderoli, della valanga di emendamenti al ddl costituzionale sul Senato, e tuttavia qualche dubbio lo conserva se aggiunge: “Non tocca a me indagare. Però quando si entra nelle istituzioni, si fa giuramento di adempiere in trasparenza ai propri compiti”. 

La Kyenge non fa sconti e incalza: “Se non è razzista dare dell’orango ad una donna nera, allora tutto è possibile, con buona pace delle conseguenze”, a maggior ragione in un momento in cui “in Europa il livello di guardia contro la xenofobia è altissimo e le istituzioni sono impegnate a fermare la proliferazione dell’odio razziale”. Insomma, un altro pasticcio dem, alla vigilia di quella che si annuncia come una “turbolenta” Direzione del Pd. 

LuBi


autore / intelligo
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