Gli "inconvenienti" dell'utero in affitto: il bimbo nasce malato e finisce in orfanotrofio

19 agosto 2015, Americo Mascarucci
Gli 'inconvenienti' dell'utero in affitto: il bimbo nasce malato e finisce in orfanotrofio
Un bambino generato nella Repubblica Ceca tramite l’utero in affitto, è stato abbandonato in un orfanotrofio dopo che, né la madre surrogata, né quella committente, hanno manifestato l’intenzione di tenerlo. Il bimbo soffre infatti di gravi malattie ereditarie e rischia di costituire un problema per tutti. 

Sissignori, avete capito bene, il “prodotto” non è riuscito come tutti si aspettavano, è “difettoso”, quindi non serve a nessuno, anzi rischia di diventare un peso, meglio buttarlo al macero e come in questo caso affidarlo ad un orfanotrofio. Incredibile ma vero. 

Qualcuno potrebbe obiettare: ma c’è una legge che in qualche modo tutela il nascituro? Assolutamente no, questo caso specifico non è disciplinato in ambito normativo, quindi ci si trova in una sorta di zona grigia, dove nessun obbligo è posto a carico della madre surrogata, né tanto meno di quella committente. 

Le normative semmai ci sono soltanto sulla parte contrattuale, ossia per ciò che concerne l’affitto dell’utero e i rispettivi impegni a carico delle parti. 

La storia in sé è a dir poco sconvolgente. La madre surrogata pare soffrisse di epilessia ma nonostante ciò ha portato avanti la gravidanza a rischio. Quando il piccolo è nato i suoi problemi di salute sono subito apparsi chiari nella loro gravità. Ecco allora che, come un qualsiasi elettrodomestico difettoso che si rispedisce indietro perché mal funzionante, anche quel bambino si è visto rifiutato dalla madre committente che voleva sì un figlio, ma sano e senza problemi. Un figlio perfetto, un prodotto di comprovata qualità, nonostante a livello scientifico sia molto alto il rischio di “imprevisti” in caso di maternità surrogata. 

Una volta rifiutato dalla donna che di fatto lo aveva acquistato affittando l’utero di un’altra, il bimbo sarebbe dovuto restare alla madre surrogata la quale però, essendo anche single, non ne ha voluto sapere di ritrovarsi con un figlio a carico per giunta pure malato, visto che da contratto lei avrebbe dovuto soltanto tenerlo in grembo e darlo alla luce. E così alla fine il nascituro è stato affidato alle cure di un orfanotrofio. 

Una storia che fa riflettere a fondo sulla mostruosità di una pratica, quella appunto dell’utero in affitto, che in tanti chiedono di mettere al bando. Non soltanto gli irriducibili bigotti cattolici ma anche tantissime illustri personalità del mondo laico che hanno evidenziato attraverso appelli internazionali e pubbliche petizioni, come la maternità surrogata rischi di trasformarsi in una nuova moderna forma di schiavitù, sfruttando soprattutto le difficili condizioni economiche delle persone indigenti. 

Questa storia che giunge dalla Repubblica Ceca dimostra chiaramente la disumanità di questa tecnica che, nel tentativo di soddisfare il desiderio di maternità di quelle donne impossibilitate a procreare, finisce con il calpestare la dignità del bambino appena nato. La società del relativismo infatti con l’assurda presunzione di assicurare la felicità per tutti, ha finito con il far prevalere l’io voglio su ogni valore etico, fino a far diventare i figli un mero oggetto di desiderio, da trattare appunto al pari di un prodotto da magazzino. Un prodotto che in questo caso però nemmeno la fabbrica di produzione (cioè la madre surrogata) è più disponibile a riprendersi in carico visto che, a differenza di un qualsiasi oggetto, un bambino nato malformato non può essere perfezionato. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]