Renzi al meeting di Comunione e Liberazione, una scelta discutibile?

19 agosto 2015, Americo Mascarucci
Renzi al meeting di Comunione e Liberazione, una scelta discutibile?
Il figlio di don Milani a lezione da don Giussani ? 

Quest'anno il premier Matteo Renzi ha confermato la partecipazione al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini e la notizia è di quelle che fa discutere. 

Perché la cultura cattolica di cui è imbevuto Renzi è una cultura che non si è mai conciliata con quella di Cl. È la cultura di stampo fiorentino, la cultura di Giorgio La Pira, di Ernesto Balducci, della scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, dell' arcivescovo Silvano Piovanelli, un cattolicesimo progressista e socialista, favorevole al dialogo con il mondo della sinistra e soprattutto fautore di una interpretazione rigidamente sociale del Vangelo, sensibile ai cambiamenti in atto nella società e sempre attenta ai temi dei diritti civili. 

La Pira che era cattolico e soprattutto rispettoso delle gerarchie ben presto separò i suoi destini da quelli di Balducci e altri, soprattutto in seguito alla vicenda dell'Isolotto di Firenze e alla sospensione a divinis del parroco don Enzo Mazzi per le sue critiche all'istituzione ecclesiastica.

Don Giussani fondò Cl proprio nel momento in cui la principale organizzazione del mondo cattolico italiano, l'Azione Cattolica sembrò virare a sinistra,sposando posizioni di dialogo e non più di contrasto con il Partito Comunista come era stato ai tempi della presidenza di Luigi Gedda. Erano gli anni dei fermenti post conciliari e don Giussani fu subito accusato di conservatorismo, di voler remare contro, di voler ostacolare il rinnovamento della Chiesa. 

Erano gli anni delle aperture a sinistra,dei compromessi storici e Cl nasceva come risposta di destra al dilagare del cattocomuniamo. Inevitabilmente Cl risenti anche delle divisioni all'interno della Democrazia Cristiana diventando il punto di riferimento delle componenti di destra del partito, soprattutto quella di Giulio Andreotti, mentre l'Azione Cattolica era vicina alla fazione di sinistra incarnata da Aldo Moro. Una frattura quella fra don Giussani e i cattolici di sinistra che non si è mai rimarginata. 

Incredibilmente i ciellini hanno trovato nel corso degli anni maggiore affinità con la sinistra ex comunista, leggi D'Alema e Bersani, piuttosto che con gli ex Dc dell' Ulivo. Renzi dunque dopo il forfait dell' anno scorso, ha accettato l' invito e andrà ad incontrare gli eredi di don Giussani, facendo storcere la bocca ai cattolici progressisti. Ma non soltanto a questi, perché state certi che la presenza del premier al meeting non farà fare i salti di gioia nemmeno a ciellini storici come Lupi e Formigoni, che temono una eccessiva esposizione mediatica del Pd renziano a scapito del Nuovo Centrodestra.

Per non parlare di Mario Mauro, un tempo incontrastato padrone di casa a Rimini e oggi scomparso dalla scena politica dopo aver abbandonato Scelta Civica per tornare nell'orbita di Berlusconi. Del resto a Rimini funziona così. 

Solo Andreotti forse ha avuto il privilegio di non vedersi voltare le spalle dopo che la sua stella aveva smesso di brillare.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]