Le larghe tentazioni per impallinare Prodi

19 aprile 2013 ore 15:27, Lucia Bigozzi
Le larghe tentazioni per impallinare Prodi
Le tentazioni nel deserto del Colle sono lì, dietro lo scranno di Montecitorio e hanno nomi e cognomi: berlusconiani e piddini malpancisti. Sono loro che potrebbero buttare giù dalla torre dove Bersani è stato costretto a issarlo, Romano Prodi. Nome di compromesso dentro il Pd votato all’unanimità dai grandi elettori per non perdere la faccia con gli elettori e continuare a dilaniarsi come accaduto nella sceneggiata in cui ci ha rimesso, suo malgrado, Marini.
Chi potrebbe remare contro il Professore che dall’Africa ha fatto sapere che arriverà quando potrà? Anzitutto Berlusconi. Avversari politici da una vita, il Cav. non cede all’idea imposta da Bersani che ha stracciato l’accordo con lui su Marini nel giro di 24 ore. Inaccettabile, dicono i berluscones, Prodi al posto di Napolitano, “è un candidato che divide, tutto l’opposto di ciò che serve al Paese”. Eppoi il Cav. sa che adesso più che mai si apre la strada del ritorno alle urne. Il Pdl non si presenterà in Aula, idem la Lega. Al tempo stesso, è un modo per misurare la tenuta dei montiani. E se pure il Pdl si presentasse, gli spifferi raccolti da Intelligonews nel centrodestra, dicono che una pattuglia di parlamentari (numericamente da stabilire a seconda della bisogna) potrebbe convergere sul candidato grillino Rodotà. Il candidato che Grillo ha detto di portare fino in fondo. E non potrebbe essere diversamente visto che Prodi è un europeista stra-convinto e un sostenitore della Tav. I cinquestelle stanno conducendo una tattica che li rafforza e che rischia di mettere all'angolo il Pd; per questo sembra inverosimile che qualche voto pentastellato possa convergere sul Professore. Scenario: il Pd da solo non ha i numeri per eleggere Prodi; c’è poi Sel che deve decidere se continuare a votare coi cinquestelle o ripiegare su Prodi per ragioni di alleanza col Pd. Ma se anche Pd e Sel dovessero stare compatti sul Prof, non ci sarebbero quei 504 voti che servono per farcela al terzo scrutinio. Nell'area del centrodestra la tentazione contamina anche qualche leghista. I montiani votano la Cancellieri e da stamani hanno avviato pressing sia con Berlusconi che con Bersani per portarli dalla loro parte. Certo, resta l’incognita dei franchi tiratori e qualcuno potrebbe muoversi anche nelle file montiane convertendosi a Prodi, ma certo è che in questa fase i settanta voti di Scelta Civica possono fare la differenza. La sorpresa maggiore potrebbe arrivare dal Pd e qui sta l’altra tentazione di giornata. Si tratterebbe di una pattuglia di parlamentari difficilmente catalogabili negli schemi correntizi e fortemente critici nei confronti della nomenklatura per come ha gestito tutta la vicenda da dopo il voto di febbraio. Convergenze parallele per impallinare Prodi. E’ probabile. Resta da capire se a vantaggio di Rodotà oppure se dal quarto scrutinio in poi salterà fuori un outsider.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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