Il Pdl scalda la piazza ma ritorna a Palazzo

19 aprile 2013 ore 19:38, Francesca Siciliano
Il Pdl scalda la piazza ma ritorna a Palazzo
Il Pdl era pronto a gridare allo scandalo come una vergine violata per l'elezione di Romano Prodi al Colle. I peones, infatti, non hanno partecipato alla quarta votazione ed erano già pronti a fregarsi le mani: per un intero settennato avrebbero avuto l'alibi di invocare giustizia nei confronti di un Capo di Stato – nonché presidente del Csm, che in questo caso non è un dettaglio – spudoratamente di parte. Sono rimasti tutti a piazza Montecitorio, su precisa indicazione del Cavaliere, praticamente convinti che a questo giro i franchi tiratori avrebbero graziato il Professore bolognese. Gironzolavano per le vie limitrofe, come superstiti dopo un atterraggio d'emergenza. Quasi quasi più contenti di potersi godere qualche ora di libera uscita piuttosto che procedere con i faticosissimi (e noiosi) lavori in Aula. Parlottavano tra loro, riuniti in piccoli gruppi sparsi qua e là. Rilasciavano dichiarazioni al vetriolo, sputando fiele a tutto spiano contro i komunisti e invocando addirittura il ricorso alle istituzioni  internazionali (come ha sostenuto Maurizio Gasparri) proprio perché «Prodi non rappresenta l'unità nazionale, come sancito dall'articolo 87 della nostra Costituzione». C'era chi sfoggiava magliettine sfiziose (Il diavolo veste Prodi) per farsi fotografare e chi si univa ai cori provenienti al di là delle transenne. Ma così non è stato. Bersani con Prodi ha toppato di nuovo. Forse ancor di più (e ancor peggio) di ieri con Marini. Tutto da rifare, dunque. E in fretta, perché non c'è deroga che tenga per un'elezione così importante. Nuova notte di passione per il leader Pd. Che molto probabilmente tornare dal Cavaliere, perun incontro cheek to cheek, nel tentativo di trovare la quadratura del cerchio. Si riaprono i giochi e gli spifferi dal Palazzo sostengono possano tornare di nuovo in auge D'Alema, Amato, la Cancellieri (fortemente voluta da Scelta Civica), c'è chi sussurra addirittura il nome di Monti. E la rosa cardinalizia si apre di nuovo anche per Emma Bonino che – come ha sostenuto qualcuno nel pomeriggio – potrebbe essere appoggiata anche dai pidiellini. Notte dei lunghi coltelli, quella che sta per iniziare. L'ennesima per Bersani.  
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